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Prende forma la nuova Gsa, tra fame di spettacolo e voglia di vincere

Inizia a definirsi il roster che sarà a disposizione di coach Cavina, impegnato a trovare il giusto equilibrio tra la necessità di fare risultato e divertire il pubblico del Carnera

Tutte le belle storie hanno una fine e così al terzo anno si è concluso il rapporto di Lino Lardo con la Apu Gsa. In realtà che fossimo arrivati ai titoli di coda lo si era già capito da un po’ di tempo. La  conclusione  della stagione 2017/18 è stata comunque positiva, come le due precedenti. Promozione in A2, comoda salvezza e playoff fino al secondo turno, decisamente non male, tanto che rimane nell’aria la sensazione di un percorso incompiuto. La società ha comunque deciso di voltare pagina e avrà certamente avuto le sue motivazioni, abbiamo letto in particolare della voglia di vedere un gioco più offensivo e spettacolare. È una comprensibile aspirazione e siamo certi che anche il pubblico del Carnera la possa condividere. Rimaniamo tuttavia convinti che l’obiettivo numero uno, in particolare con l’opportunità delle tre promozioni nel prossimo campionato, sia quello di costruire una squadra che vinca e possibilmente faccia il salto di categoria. Spettacolo (inteso comunemente come transizione veloce, tiri da 3, schiacciate) non fa necessariamente rima con vittoria. Salvo in caso di schiacciante superiorità tecnico-fisica, la storia dimostra che i campionati si vincono soprattutto con la difesa e con l’organizzazione, cioè qualità solide e affidabili che alla lunga pagano sempre e che sono quasi sempre figlie di una continuità tecnica. Vedi ad esempio le due finaliste di quest’anno, Casale e Trieste.

I nuovi

Certo, poi è sempre necessario avere dei giocatori che sappiano far canestro. E in questo i nuovi acquisti della Apu Gsa sembrano dare buone garanzie. Per andare diritti sul tema mercato, la squadra che la Società sta costruendo avrà un’altra struttura rispetto a quella del campionato appena concluso, in linea con la scelta di praticare un basket diverso. Il nuovo coach Demis Cavina, giovane ma di lungo corso nella categoria, ha infatti confermato che il suo progetto tecnico prevede un gioco aperto e veloce.

Esterni

Sul perimetro sono diversi i giocatori in uscita: Raspino, giocatore in perenne competizione con i propri limiti, Benevelli, atleticamente in grande difficoltà, e Dykes (un po’ strano, lui è il giocatore da corsa ideale) insieme all’ultimo arrivato  Coupain che probabilmente ha altre idee per il proprio futuro. In probabile partenza causa l’intasamento nel ruolo anche Nobile, al quale sarà sicuramente utile un’esperienza fuori casa e infine Bushati, una meteora che non ha lasciato il segno.

Cortese

Confermato Pinton, arrivano Cortese, 32 enne ala con grande talento nella metà campo offensiva, che finora ha giocato solo in squadre di medio livello, e Spanghero, tiratore di striscia, più portatore di palla che playmaker. Sembra in dirittura anche il giovane Penna, play ragionatore ma finora discontinuo al tiro, di scuola Virtus Bologna, che Cavina conosce molto bene. Per chiudere il cerchio sarà firmato un esterno straniero, secondo noi il profilo giusto potrebbe essere quello di un giocatore multiruolo e di equilibrio, meglio se già esperto, non un puro bomber, pensiamo ad un tipo come Jamarr Sanders di Casale.

Lunghi

Nel reparto lunghi resteranno in bianconero Pellegrino, dal quale tutti si aspettano un salto di maturità, e mister utilità Mortellaro. In arrivo il già rodato 4-5 Marshawn Powell, giocatore di stazza ma rapido e con mani vellutate ed il giovane Nikolic come backup in sostituzione di Ousmane Diop (un vero peccato vederlo partire).

Difesa

Se questo è il quadro che si va delineando si può ipotizzare un roster con buon bilanciamento e un notevole potenziale offensivo ma che per caratteristiche  individuali  ha oggettivamente minor attitudine difensiva rispetto allo scorso anno. È da qui che, riteniamo, partirà il lavoro di Cavina per assemblare nuovi e vecchi giocatori al fine di dare al gruppo un forte spirito difensivo e in attacco un’identità condivisa di gioco. Ci torneremo sopra a fine mercato, quando la squadra sarà al completo e potremo valutare anche le avversarie nel prossimo campionato di A2 Est.

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