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Il tecnico bianconero Guidolin

Il tecnico bianconero Guidolin

Guidolin: "il bicchiere è mezzo pieno, ma ci vuole più vino dentro"

Il tecnico dell'Udinese ha analizzato a mente fredda la sconfitta con il Genoa e aperto la lunga settimana che terminerà lunedì prossimo con la sfida contro il Napoli allo stadio Friuli

Due giorni dopo la sconfitta maturata a Marassi mister Guidolin non cambia giudizio sull'andamento della partita che ha visto l'Udinese perdere di misura contro il Genoa di Ballardini: "La mia idea sulla prestazione di squadra rimane inalterata, in Italia c'è una mentalità basata sul risultato e lo accetto, ma ritengo la via valutazione equilibrata e veritiera. Il secondo tempo è stato arrembante e il primo sufficiente. Per il cospicuo numero di occasioni limpide create avremmo meritato almeno un gol".

Si può parlare di anemia offensiva?
"No. Se Merkel, Benatia, Maicosuel o Badu avessero avuto maggior fortuna ora nessuno parlerebbe di un problema legato alla fase realizzativa. Di Natale? Totò ci ha tolto le castagne dal fuoco un sacco di volte. Non sono preoccupato e guardo avanti con serenità".

Come sta Muriel?
"Non è ancora vivace e non ha quella vitalità che aveva contraddistinto il suo momento migliore a Lecce. Si tratta di un giocatore ancora nuovo ai miei occhi perché non l'ho avuto a disposizione nei primi quattro mesi della stagione. Lo devo ancora scoprire, il lungo stop lo ha certamente penalizzato".

Perché Maicosuel ha esitato al momento di calciare a rete contro il Genoa?
"Il brasiliano non ha trovato l'attimo giusto. Ha visto la strada sbarrata e ha cercato di aprirsi un varco in cui poter far passare la palla".

Che idea si è fatto di Diego Rodriguez da questi primi allenamenti?
"E' un ragazzo pieno di entusiasmo con tanta voglia di mettersi a disposizione. Non so se è pronto sotto l'aspetto tattico perché è qui da poco tempo, non riesco ancora  formulare un giudizio preciso sull'uruguaiano. Deve stare in campana perché adesso c'è emergenza a centrocampo".

Come risponde a chi giudica troppo difensivista il modo di giocare dell'Udinese?
"Infondo sempre lo stesso atteggiamento nell'affrontare le partite con voglia di attaccare, di comandare il gioco che predicavo nel 2010 quando la mia squadra vinceva 7-0 a Palermo, 4-0 a Cagliari, 3-0 a Cesena e pareggiava 4-4 a San Siro. Ho ereditato una squadra che non strappava mai un successo fuori casa e, in due anni e mezzo, l'ho portata a vincere un intero girone di partite lontano da Udine. Credo di saper infondere la rabbia agonistica e la forza nei miei giocatori e mi auguro di essere in grado di tirar fuori il meglio di noi da qui alla fine".

Come giudica la classifica?
"Non mi piace vedere il Catania davanti a noi, ma posso solo fare i complimenti agli etnei. Ammiro i rossoblu, ma voglio riprenderli. Vedo il bicchiere mezzo pieno, ma ci voglio mettere più vino. Cerco sempre di spingere la squadra ad ottenere di più".

Cosa pensa del Napoli?
"Il Napoli è un animale ferito. Mi aspetto di trovare una grande squadra, ci vorrà una partita straordinariamente positiva  per ottenere un risultato favorevole contro i partenopei"

(udinese.it)

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