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Daniele Orsato ospite dell'AIA Bassa Friulana

“La persona che sono oggi – ha spiegato l'arbitro – è frutto del mio percorso come arbitro. Non ero forte caratterialmente così come sono ora quando ho iniziato, con il tempo impariamo a decidere”

Sono stati in oltre 250 ad assistere alla riunione di Daniele Orsato con la Sezione AIA del Basso Friuli, tenutasi ieri sera in videoconferenza. Evento molto atteso non solo dalla realtà di San Giorgio di Nogaro, ma dall’intero movimento arbitrale del Friuli Venezia Giulia. La riunione è stata l’occasione per poter conoscere da vicino uno dei fischietti attualmente più famosi a livello mondiale, fresco di nomina come miglior arbitro dell’anno al Gran Galà del Calcio 2021. Tra gli altri riconoscimenti in bacheca, anche quello di Miglior arbitro al mondo 2020, assegnatogli dall’IFFHS dopo la sua direzione della finale di Champions League. 

Ad introdurre l’incontro, che rientra nel ciclo di visite annuali sorteggiate dall’Associazione italiana arbitri in tutti i 207 comitati della Penisola, è stato il presidente sezionale Luigi Cecchin, seguito dal presidente del Comitato regionale, Andrea Merlino. Un appuntamento condizionato inevitabilmente dalla situazione sanitaria, così come lo sono i campionati dilettantistici e giovanili che vedono impegnati la maggior parte degli associati presenti: “È passato un anno dall’inizio della pandemia – ha esordito Orsato –, ma bisogna farsi trovare pronti quando le partite ricominceranno”. Proprio per questo, quindi, la serata si è concentrata su diversi aspetti.

L’esperienza dell’ospite, che vanta ormai 14 anni di percorso in Serie A, ha così permesso anche ai più giovani di analizzare determinate situazioni che si verificano nel gioco. A partire dalla lettura del comportamento dei giocatori, dal come relazionarsi con loro e quale atteggiamento assumere davanti alle proteste. Tutte situazioni che, passo dopo passo, aiutano il direttore di gara non solo a maturare nel rettangolo verde, ma anche nella vita di tutti i giorni. “La persona che sono oggi – ha spiegato – è frutto del mio percorso come arbitro. Non ero forte caratterialmente così come sono ora quando ho iniziato, con il tempo impariamo a decidere”.

Essere preparati a fare ciò passa inevitabilmente per la preparazione atletica, aspetti che vanno di pari passo. C’è poi il confronto con i colleghi, che trovano nella Sezione la loro “casa” per antonomasia, per capire dove si sbaglia e come evitare lo stesso errore nella partita successiva. Quello che il presidente e i suoi collaboratori dedicano a tutti i loro associati si chiama amore. In questi anni, se sono riuscito a fare delle gare importanti, lo devo in primis a loro, a tutti coloro che mi hanno aiutato. Si chiama umiltà e voglia di imparare”. Un comportamento da applicare sia se si è alle prime armi, sia se si sta per scendere in campo nella finale di Champions.

Dopo un’attenta analisi di alcuni video, con Orsato che ha coinvolto i ragazzi meno esperti per sapere la loro opinione, c’è stato un ampio spazio per le domande. Il fischietto veneto ha risposto con franchezza a tutte le curiosità, a partire da quel Paris Saint-Germain-Bayern Monaco. “Non me l’aspettavo – ha confessato –, pensavo avrei fatto una semifinale. Poi ho ricevuto la notizia” e sono arrivate anche le lacrime. Dopo quel traguardo, però, la voglia di scendere in campo non è venuta meno, anche davanti alla sfida vinta contro il Covid. Un messaggio trasmesso forte e chiaro a tutti i fischietti della regione, che ora attendono fiduciosi la ripartenza del movimento.
 

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