Sacchi all'incontro della Provincia su scuola e calcio giovanile

L'ex allenatore ha scambiato qualche battuta sulla situazione del calcio, bisognoso di cambiamenti per reggere il passo degli altri paesi. Non ha fatto pronostici sul campionato. Complimenti a Guidolin con una tiratina d'orecchi

Sorridente e con occhiale a goccia d'ordinanza, che richiama parecchio gli esordi nel calcio che conta di chi, come pochi altri, ha modificato l'immagine dell'Italia del football.

L'epopea sacchiana è durata poco più di un lustro, dallo scudetto milanista del 1988 al secondo posto mondiale degli azzurri nel 1994. L'uomo di Fusignano ha poi continuato a bazzicare nel mondo che tanto gli ha dato e al quale ha restituito più di qualcosa, ma non è stato più lo stesso.

Il vecchio Enzo Ferrari era solito dire che "gli italiani ti perdonano tutto, tranne il successo". Nel caso di Arrigo Sacchi la valutazione è più che mai opportuna. Fino al momento degli allori ha goduto di schiere di emuli, più o meno riusciti, e di detrattori rispettosi del palmarès accumulato. Dalla fine del ciclo vincente non è stato così, e l'italica vendetta ha potuto essere assaporata da quanti ne sentivano la necessità.

Oggi è stato ospite a Udine di una tavola rotonda su scuola e calcio giovanile, organizzata dalla Provincia di Udine e dalla FIGC regionale, alla quale hanno partecipato da spettatori numerosi ragazzi delle scuole superiori cittadne.

Nell' occasione è stato consegnato il premio "Enzo Bearzot", dedicato dal nostro movimento calcistico a chi si distingue nell'attività di formazione dei giovani, a Silvano Pravisano, storico allenatore della Sangiorgina di Udine.

Alla fine dell'incontro Sacchi ha regalato un paio di battute ai cronisti. Ha sottolineato che la distanza da coprire a livello formativo, rispetto ai paesi calcisticamente più evoluti, è ancora molto grossa. Il riferimento più immediato in questo senso è stato per forza di cose la Spagna, capace di produrre negli ultimi anni giocatori e gioco di grande qualità. Secondo Sacchi però, un modello come quello del Barcellona è irripetibile da noi, quindi vanno cercate altre strade.

Una battuta anche su Guidolin. Il tecnico romagnolo ha grande considerazione del mister dell'Udinese, ma non si è risparmiato una tiratina d'orecchi su un atteggiamento a volte troppo difensivista. Non ha voluto fare pronostici su chi possa vincere il campionato, ma le squadre che ricalcano più il suo spirito sono la Juve in serie A e il Pescara di Zeman in B.

Riguardo alla possibile convocazione di Totò Di Natale in azzurro ha commentato dicendo che toccherà a Prandelli, e non a lui, fare questo tipo di scelta.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Uomo a terra in viale Volontari della Libertà

  • Accoltellamento in via Scrosoppi, ferita una ragazza dopo una lite

  • Schianto mortale nella Bassa, perde la vita un 26enne

  • È friulano il miglior tiramisù d'Europa

  • Schianto nella notte, muore a 39 anni

  • È ritornato il giustiziere delle piste ciclabili, avvistato oggi a rigare le auto parcheggiate

Torna su
UdineToday è in caricamento