Friuli, Legambiente ancora contro gli Ogm

L'associazione ambientalista chiede una moratoria immediata e il rispetto delle norme nazionali. Il Presidente nazionale, Cogliati Dezza:" la giunta Serracchiani ha responsabilità"

“Il Friuli Venezia Giulia spalanca le porte agli Ogm. Dopo le semine illegali e l’altrettanto illegale raccolto delle piante geneticamente modificate nel mese di ottobre, la Regione propone ora una bozza di documento sulla regolamentazione della coesistenza tra agricoltura tradizionale e geneticamente modificata che, di fatto, apre le porte alla contaminazione e quindi alla diffusione incontrollata degli Ogm in agricoltura, mettendo a rischio tutto il comparto agricolo italiano, finora votato alla qualità, alla tipicità e al biologico”.

Così Legambiente, nell’ambito delle consultazioni lanciate dalla Direzione centrale per le attività produttive e le risorse agricole del Friuli Venezia Giulia sul tema degli Ogm,  lancia l’allarme sui possibili e irreversibili danni che la Regione, con la sua inerzia prima e con la sua proposta di regolamento ora, potrebbe arrecare al settore agricolo ma anche all’economia e alla sicurezza alimentare nazionale 

“La giunta Serracchiani – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – ha una enorme responsabilità, perché non solo ha permesso che fosse coltivato il mais transgenico non autorizzato ma non è intervenuta nemmeno successivamente applicando le norme nazionali che regolano l’immissione di Ogm. Nulla ha fatto nemmeno per gestire la raccolta di tale mais continuando a trascurare un tema delicatissimo per la sicurezza e l’economia del nostro Paese”.

“A completare questo quadro – ha aggiunto il presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia Elia Mioni – la giunta regionale ha presentato ora una proposta di regolamentazione del settore assolutamente debole, che non garantisce affatto la non contaminazione delle produzioni di qualità e delle coltivazioni biologiche, né la sicurezza alimentare dei consumatori”.

Legambiente, che ha presentato numerosi emendamenti alla proposta di regolamento della Regione per garantire la non contaminazione delle colture, chiede quindi una moratoria regionale immediata che impedisca l’immissione di Ogm in agricoltura; l’applicazione da parte della Regione della normativa nazionale che dall’agosto 2013 vieta per 18 mesi la coltivazione di mais Ogm in Italia, invitando anche il governo nazionale a rendere operativa, con un adeguato sistema di sanzioni, tale norma che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e degli agricoltori contrari al biotech”.

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