Ateneo di Udine, nuovi vitigni resistenti alle malattie

Selezionata presso l'Università di Udine una varietà di vite da vino resistente alle malattie. Presentata lo scorso 15 giugno presso i Vivai Cooperativi di Rauscedo di Pordenone Nuove

Una delle cose di cui il nostro Paese va molto fiero sono le innumerevoli ricerche e scoperte che vengono compiute in ambito scientifico dai nostri brillanti ricercatori. Ricerche che spaziano in qualsiasi settore, anche quello agricolo e viticolo. Una delle ultime scoperte made in Italy è stata presentata ufficialmente sabato 15 giugno presso i Vivai Cooperativi di Rauscedo di Pordenone Nuove e riguarda una nuovissima varietà di vite da vino resistente alle malattie. Queste sono le prime prodotte in Italia e sono state presentate dall'Università di Udine, risultato finale di ben 15 anni di ricerca in collaborazione con l'Istituto di genomica applicata (Iga) di Udine.


 

Il progetto è nato nel 1998, quando la Regione Friuli Venezia Giulia ha concesso un primo contributo per iniziare un programma di incrocio e selezione. Tutto questo con l’obiettivo di ridurre l'utilizzo di pesticidi in questo settore agricolo. Secondo, infatti, i dati Eurostat del 2007, in Europa, nel 3,3% della superficie agricola è utilizzato il 65% dei funghicidi impiegati in agricoltura, ben 62 mila tonnellate di pesticidi impiegati per anno. Nel 2006 nasce l’Iga, l’Istituto di Genomica Applicata che si impegna fin da subito nel sequenziamento del genoma della vite, nell'ambito di un consorzio italo-francese. Sequenziamento concluso solo un anno dopo e pubblicato sulla rivista di settore Nature.

Negli anni il progetto acquisisce sempre più importanza e viene sostenuto anche dal ministero per le Politiche agricole, per un contributo finanziario complessivo di circa 2 milioni di euro. Gli incroci sono stati eseguiti presso l'Azienda agraria universitaria ''Antonio Servadei'' di Udine, dove oggi sono in valutazione circa 16 mila incroci. «Il risultato oggi ottenuto – sottolinea Raffaele Testolin, animatore del gruppo di ricerca – è importante e di grande interesse per i produttori. Si tratta delle prime varietà di vite resistenti alle malattie prodotte in Italia. Altri Paesi stanno lavorando a progetti simili da oltre cento anni e alcuni hanno ottenuto varietà interessanti. Tuttavia, le varietà già ottenute hanno tutte un ciclo corto, maturano troppo presto e sono adatte soltanto ai climi più freddi dell’Europa continentale».


 

Il progetto assume, quindi, una grande importanza per tutti i viticultori i quali hanno visto aumentare i costi di produzione in maniera quasi esponenziale per i numerosi interventi per la difesa dei vigneti a causa soprattutto del maltempo di quest’anno. L’acqua, infatti, è causa di molte malattie fungine che devono essere combattute attraverso vari trattamenti. Uno dei problemi ancora non completamente risolti in ambito agricolo è proprio quello del formarsi di malattie nelle piante che possono portare alla morte delle stesse o al danneggiamento del raccolto. E la stessa cosa vale sia per i comuni ortaggi o alberi da frutto, che per le viti da vino. Per questo si utilizzano pesticidi, che comunque non fanno benissimo all’ambiente. Si intuisce facilmente, allora, come in viticultura questa varietà di vite che non necessita di questi trattamenti diventa una valida risorsa sia per la produzione sia per incentivare il rispetto ambientale.

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