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Nurofen bambini e Brufen introvabili in farmacia, le risposte al perché

In praticamente tutte le farmacie sono introvabili da questa estate molti medicinali per curare l'influenza. Trovare Brufen o Nurofen è praticamente impossibile. Carenza delle materie prime e aumento dei consumi parrebbero essere le ragioni. Almeno quelle più ufficiali.

Praticamente introvabili. Il Nurofen per bambini che quasi si vende al mercato nero o si assiste a scene di famiglie che si passano il farmaco, incredibilmente posseduto, per abbassare la febbre dei rispettivi bambini. Gli scaffali delle farmacie dove solitamente faceva bella mostra il Brufen 600, ma anche 400, ormai vuoti. Ma non solo ibuprofene. All'appello scarseggiano in generale, praticamente in tutte le farmacie di Udine (e non solo), i vari farmaci utili a curare le sindromi influenzali, come ad esempio alcuni cortisonici per aerosol e persino la famosa Aspirina C nelle confezioni più piccole.

Ma perché questi farmaci sono introvabili da questa estate? I motivi, a noi comuni mortali, non sono dati da sapere con precisione.

Perché mancano alcuni farmaci

Molti dei farmacisti di Udine con cui abbiamo parlato, purtroppo, alzano le spalle quando si chiede loro il motivo del perché manchino alcuni farmaci molto popolari come il Nurofen bambini o il Brufen, ma ogni tanto anche i loro equivalenti. E non solo a Udine, ma in tutta Italia. I motivi, a cercare in rete, pare dipendano dalla carenza del principio attivo e delle materie prime con cui vengono realizzate le confezioni, carta e plastica soprattutto. O anche dal fatto che con l'epidemia da Covid19, e l'aumentato uso di ibuprofene consigliato dai medici per curare i sintomi, così come a causa dell'esplosione dell'influenza e delle malattie para-influenzali, le scorte si siano esaurite finanche a rendere difficile reperire il principio attivo. Ma c'è chi ipotizza anche, come riporta CesenaToday, che possano influire motivazioni di tipo commerciale.

La convenienza delle ditte farmaceutiche

«Anni fa successe con l'Avodart, farmaco che si utilizza per il trattamento della prostata – spiega a CesenaToday, Fabio Scarlato, farmacista di Diegaro, frazione di Cesena -. A un certo punto il farmaco non si trovava più da nessuna parte e venne fuori che l'azienda preferiva venderlo all'estero perché lo vendeva a un prezzo maggiore. In Italia, infatti, i farmaci sono modulati, li paga lo Stato e quindi a fare il prezzo è lo Stato. Se per l'Avodart in Francia, l'azienda produttrice prendeva 50 euro a pezzo, magari qui in Italia ne prendeva 18 e quindi per un discorso economico preferiva venderlo all'estero. Ovviamente non si può fare quando il farmaco viene approvato dall'Aifa ed entra in una trattamento terapeutico. Ora non sappiamo perché sta succedendo questa cosa con l'Ibuprofene. Sicuramente è un farmaco che ha avuto un boom in questi due anni di Covid perché è stato consigliato da tutti i medici. E ora la gente lo chiede molto perché ha iniziato a conoscerlo meglio. Forse questa carenza potrebbe essere data anche da un surplus di richiesta».

I farmacisti: «Lo prepariamo noi»

«I farmacisti italiani – ha dichiarato a La Repubblica Andrea Mandelli, presidente della federazione degli Ordini dei farmacisti italiani – sono in grado di sopperire alla carenza di medicinali di origine industriale a base di ibuprofene, che si sta registrando in questi giorni, con particolare riferimento alla formulazione sciroppo per uso pediatrico». La stessa federazione ha diramato una comunicazione ai propri iscritti contenente le istruzioni operative per la produzione galenica degli sciroppi di ibuprofene ad uso pediatrico (da 100 e da 200 milligrammi), secondo gli standard e le procedure indicati nella farmacopea europea.

La ditta produttrice del Nurofen, ha comunicato che lo stato di carenza è temporaneo e che garantirà in tempi brevi il ripristino della disponibilità. Ma questo accadeva a luglio scorso e, invece, tranne una breve e scarsa apparizione a settembre, a tutt'oggi trovare questo farmaco per bambini è praticamente impossibile. La stessa ditta, la Reckitt Benckiser H. (It) Spa, ha inoltre informato che la carenza è dovuta alla recente ondata di Covid-19 che ha determinato un incremento delle vendite, dal momento che l’ibuprofene è tra i farmaci più comunemente consigliati per contrastare i sintomi più comuni da  Covid-19 quali febbre, dolori muscolari e mal di testa. Ma anche dalla crisi della catena distributiva e dalla difficile disponibilità delle materie prime necessarie per la realizzazione del confezionamento del prodotto finito.
 

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