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Essere donna nel mondo del jazz: la visione di Rosa Brunello

Uno stile inconfondibile per una musica che vuole essere senza confini. Con il suo nuovo lavoro “Sounds like freedom”, la bassista e compositrice veneta salirà sul palco del Palamostre a Udine mercoledì 13 luglio per Udin&Jazz

Domani sera mercoledì 13 luglio alle 20 al Palamostre, Rosa Brunello apre la serata di Udine&Jazz presentando, in anteprima mondiale, il suo ultimo lavoro dal titolo “Sounds like freedom”. Un album dove la bassista e compositrice propone la sua costante ricerca musicale con le impronte della musica sperimentale araba contemporanea di Maurice Louca (tromba, flicorno, effetti), del jazz britannico di Yazz Ahmed (chitarra elettrica, Synths, Fender Rhodes) e del tocco personalissimo di Marco Frattini (batteria, percussioni, campionamenti). Preludio per la  serata speciale di Al Di Meola che affronta nuovamente la musica dei Beatles con “Across The Universe”, il suo nuovo album, che presenta a Udin&Jazz con Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni.

Il programma di Udin&Jazz

L'intervista a Rosa Brunello

Rosa Brunello è una bassista e compositrice italiana la cui cifra stilistica spazia dalle improvvisazioni libere e radicali al rock elettrico, al dub e al modern mainstream. Ama fondere suoni acustici ed elettronici per sfidare i confini tra i generi e vivere secondo la sua visione di musica senza confini. Ha sviluppato il suo stile musicale suonando e studiando a Berlino, Parigi e Amsterdam e ha affinato il suo suono attraverso esibizioni in tutto il mondo.

Un ritorno in Friuli, sempre con Udin&Jazz: l'anno scorso sul palco di Grado con la grande Dee Dee Bridgewater e quest'anno a Udine con un tuo progetto. Che sensazioni hai e che rapporto hai con la nostra regione

“Sono molto affezionata al Friuli Venezia Giulia, è una regione bellissima, dove si mangia davvero bene. Ho studiato a Trieste per quattro anni facendo la pendolare, ho una serie di amici e colleghi musicisti, tra cui Luca Colussi, con cui collaboro da moltissimi anni. Mi fa sempre piacere ritornare. E Udin&Jazz è un appuntamento a cui tengo molto”.

Bassista, compositrice, leader di una formazione e sempre in costante ricerca di nuovi suoni: com'è essere tutto questo nel mondo del jazz, per una donna?

"Essere una donna nel mondo del jazz non è per nulla facile. Fortunatamente negli ultimi anni ha percepito una certa apertura, un nuovo sentire rispetto a questo argomento. Se ne parla molto e il dialogo è sempre positivo per aprire degli spiragli. Un dialogo trasversale perchè non deve toccare solo noi donne ma deve essere affrontato anche e con gli uomini".

Domani sera suonerai prima di Al Di Meola in una serata che si preannuncia speciale. Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?

"Non ho dei miti o delle icone a cui ispirarmi, tendenzialmente traggo molta energia dalle persone con cui collaboro. Ad esempio, lavorare con Dee Dee Bridgewater lo scorso anno è stata un’esperienza indimenticabile. Ma anche condividere il palco con Yazz Ahmed come accadrà domani è uno stimolo intenso e aiuta a sottolineare il valore anche delle donne in questo ambiente. Altre donne che mi vengono in mente sono Camilla Battaglia ed Evita Polidoro con cui ho lavorato anche in passato, con cui ho un’amicizia molto stretta".

Avrai una lunga estate di concerti? Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?

"È appena uscito questo disco "Sounds Like Freedom" per la nuova etichetta di Tommaso Cappellato, Domanda Music. Un progetto nuovo e quella di domani sera è la data zero. Rispecchia il mio concetto di musica: una commistione di suoni per esprimersi in maniera libera cercando un linguaggio universale. Vorremmo portarlo dal vivo con altre date in autunno. Nel frattempo, ho il duo con Camilla Battaglia".

Ma il jazz è davvero così difficile per il pubblico generalista?

"La musica va ascoltata senza pregiudizi, lasciandosi andare. Solo così può donare sensazioni ed emozioni. Se non arriva nulla, forse non il momento giusto per quell’ascoltatore. Non è pronto a lasciarsi andare. Alla fine nel jazz ci può trovare di tutto".

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