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Tristi e giù di corda? Tutto nella norma, oggi è il Blue Monday il giorno più triste dell'anno

Frutto di una trovata pubblicitaria o meno, le origini di questa ricorrenza porterebbero a uno studio dello psicologo inglese Cliff Arnall che avrebbe calcolato anche il giorno più felice

Tristi? Niente di preoccupante, tutto nella norma, oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno. Almeno nell'emisfero boreale.

Tra le tante date da segnare sul calendario, infatti, sempre più spesso troviamo cerchiato il terzo lunedì di gennaio, ritenuto essere tradizionalmente il Blue Monday, il lunedì triste. La data nasce addirittura da un'equazione di uno psicologo e accademico della Cardiff University, l'inglese Cliff Arnall. A lui si deve infatti il calcolo del giorno col più alto fattore di depressione dell'anno.

A gennaio il giorno più triste

E non a caso cade in gennaio, quando le temperature sono più fredde, le giornate sono più corte e il ricordo delle feste e delle vacanze natalizie sono già un lontano ricordo. Se poi aggiungiamo che quest'anno, causa pandemia, vacanze, gite sulla neve e viaggi ce li siamo proprio sognati a causa delle misure per il contenimento della pandemia, il Blue Monday 2020 deve essere davvero il giorno più triste di sempre.

L'origine dell'equazione per calcolarlo

Nell'equazione calcolata da Arnall, i principali termini sono: C è la temperatura media, P i giorni dall’ultima paga, B i giorni fino al prossimo festivo, N il numero di notti passate a casa nel mese e D il numero di ore diurne medie. Di certo non tutti fattori entusiasmanti, ma che messi insieme, per lo psicologo, farebbero ricadere il giorno più triste dell'anno proprio nel terzo lunedì di gennaio.

Non pago di questo, Arnall pubblicò una seconda equazione, stavolta ancora più complessa, con cui disse di avere escogitato la data per aiutare le compagnie di viaggio ad analizzare la tendenza dei loro clienti, osservando come questi ultimi siano più propensi a prenotare un viaggio quando si trovano in uno stato di profondo malumore.

Tant'è che tra gli altri fattori dell'equazione che considerò sono le condizioni meteorologiche, la capacità di fronteggiare i debiti accumulati, il tempo trascorso dal Natale, il fallimento dei propositi che si erano prefissati con l'inizio del nuovo anno, i bassi livelli di motivazione e la sensazione di una necessità di agire.

Una trovata pubblicitaria?

Ma è tutto proprio vero? In realtà no, o, meglio, non esiste nessuna evidenza scientifica riguardo al Blue Monday, tanto che la stessa università di Cardiff ne ha preso ufficialmente le distanze. Una bella trovata pubblicitaria quindi? Può essere. Sta di fatto che per tirarsi su il morale basta pensare a un'altra equazione calcolata, guarda un po', sempre dallo stesso Arnall.

Per tirarsi su basta pensare al giorno più felice dell'anno

Stavolta i suoi studi sono serviti a calcolare il giorno più felice dell'anno che cade invece a giugno. Sole, caldo, vacanze e gelati. Già proprio quelli dell'azienda Wall's, il nome che Algida usa in Gran Bretagna e che, guarda caso, pare abbia commissionato a suo tempo il controverso lavoro.

Che ci crediate o meno, il fenomeno del Blue Monday è sotto gli occhi di tutti, almeno a guardare il numero di persone che oggi hanno twittato l'hashtag #bluemonday.

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