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I nuovi scenari dell'assistenza

Come la guerra in Ucraina ha cambiato il mondo delle badanti in Friuli (e non solo)

Dall'osservatorio di Gallas Group, realtà imprenditoriale con cuore pulsante a Udine e leader in Italia nel settore dell'assistenza domiciliare, si assiste a un aumento delle persone provenienti dall'Ucraina e disposte a trasferirsi a casa dei loro assistiti

In un quadro economico a tinte sempre più fosche ci sono alcune aziende regionali che si confermano virtuose. Gallas Group, la realtà imprenditoriale con cuore pulsante a Udine e leader in Italia nel settore dell'assistenza domiciliare, ha chiuso il primo semestre del 2022 all'insegna di un trend che continua ad essere positivo.

«Come azienda stiamo proseguendo con il nostro programma di sviluppo della rete su tutto il suolo nazionale – spiega Alberto Gallas, titolare assieme al fratello Lorenzo dell'impresa udinese –. Da gennaio ad oggi abbiamo inaugurato quattro nuove sedi, a Genova, Rimini, Mantova e Bolzano ed altrettante sono in cantiere per i prossimi mesi a Pisa, Prato, Como e Pavia. Stiamo lavorando anche sul fronte del miglioramento del servizio offerto ai clienti, cercando di essere sempre più rapidi e precisi nell'evasione delle selezioni. Per la prima volta, inoltre, abbiamo abbracciato anche una direzione di sostenibilità con l'inserimento in tutte le nostre filiali dei tablet per la firma digitale dei contratti, in modo da ridurre drasticamente l'utilizzo di carta e stampanti».

Gallas Group è specializzata nella selezione di badanti e di colf che vengono poi presentate alle famiglie. Un settore che, per ora, non sta risentendo della negativa congiuntura internazionale. «Al momento - continua Alberto Gallas - non abbiamo avuto un impatto particolare da questo punto di vista, sicuramente l'inflazione e la conseguente perdita di capacità di acquisto da parte delle famiglie non giova a nessuno, e da qui in avanti lo scenario potrebbe essere quello di una maggiore difficoltà nel potersi permettere un'assistente domiciliare».

Nemmeno la guerra in Ucraina sembra avere influito sull'afflusso, sempre consistente, di badanti da quel Paese. «L'approdo di lavoratrici ucraine - prosegue - non è diminuito, anzi è sicuramente cresciuto. Rispetto agli anni scorsi questo inizio di periodo estivo è sicuramente migliore dal punto di vista della disponibilità di manodopera: in parte questo può essere spiegato proprio con l'arrivo dei profughi dall'Ucraina e quindi di donne disponibili per queste mansioni. Mentre in passato chi arrivava da questo Paese extra Ue necessitava di determinati permessi per poter lavorare in Italia, da quando è iniziato il conflitto le restrizioni sono giustamente cadute e quindi l'offerta, anche nei mesi solitamente più critici, è rimasta stabile o è addirittura aumentata».

Nel frattempo, però, i contagi da Covid continuano a salire: ci sono delle misure o delle restrizioni specifiche che vengono nuovamente richieste alle badanti? «Al momento, a livello normativo, direi di no. I casi sono in aumento - spiega il rappresentante di Gallas - ma la gravità della malattia, per fortuna, non è più quella che si registrava nelle prime ondate, soprattutto grazie alla campagna vaccinale che ha reso il virus meno forte, anche se resta sicuramente molto contagioso. Bisogna stare all'erta e pronti a capire come evolverà il prossimo inverno».

Qual è invece il trend relativo alle diverse nazionalità presenti nella vostra struttura?
«Da sempre quelle più impiegate sono le lavoratrici dell'est Europa, soprattutto delle nazioni comunitarie con in testa la Romania. C'è poi l'Ucraina, la Bulgaria, i paesi africani, sudamericani e asiatici. Per quanto riguarda le collaboratrici italiane il trend è in lieve crescita per quanto riguarda l'impiego a ore, quindi senza la convivenza con il datore di lavoro. In quest'ultimo settore invece la presenza di lavoratrici italiane è storicamente vicina allo 0% e si mantiene su questi livelli».

Gallas group è un esempio virtuoso nell'imprenditoria regionale: su che cosa deve insistere maggiormente il Friuli Venezia Giulia per promuovere ulteriormente il proprio appeal dal punto di vista economico? «Ho avuto la possibilità di vedere da vicino una realtà top a livello mondiale come la Silicon valley: un ecosistema economico così virtuoso si crea con la presenza di facilità di accesso ai capitali, università importanti che attraggono talenti, semplificazione burocatrica, supporto a chi vuole provare a trasformare un'idea in realtà. Sembra facile a dirsi, molto più complesso a farsi. Le basi da cui partire sarebbero le agevolazioni fiscali per le nuove imprese (tassazione zero sia per l'azienda che per le assunzioni, n.d.r.), facilità di accesso al credito, hub che possano collegare gli startupper a fondi di investimento e formazione imprenditoriale/finanziaria di livello».

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