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Dubbio scuola: come si tornerà sui banchi in Fvg?

Pochi vaccinati tra i ragazzi. Cristiano Shaurli (Pd): "per ripresa non bisogna trascurare il monito dei presidi"

Se l'adesione alla campagna vaccinale tra i docenti e il personale scolastico, in Friuli Venezia Giulia, è vicina al 100%, nella fascia dei più giovani, tra i 12 e i 19 anni, crolla al 28%. A questo punto si comincia a fare i conti con il ritorno in classe degli studenti, anche se i presidi si rifiutano di prendere in considerazione nuovamente la Dad. Il nodo principale riguarda la vaccinazione dei più giovani, per la quale non c'è stata un'adesione al momento sufficiente, anzi, per considerare l'immunizzazione: in base alle cifre sulle statistiche Istat, divulgate dal Governo, nella fascia d'età tra 12 e 19 anni (composta in Fvg da più di 80mila persone) a prenotarsi sono stati poco più di 24mila. Di questi, 14mila e poco più hanno ricevuto la prima dose e 2mila 186 (il 2,55%) anche la seconda.

Le reazioni della politica locale

«Ci auguriamo che la Giunta Fedriga ascolti le richieste chiare e tempestive dei nostri presidi. Lo stiamo ripetendo ormai da settimane che non possiamo permetterci di cominciare un altro anno anno scolastico con le difficoltà che abbiamo conosciuto lo scorso autunno: non possono permetterselo studenti, famiglie e personale», così Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd.

«Se è vero che un problema decisivo da affrontare sono i trasporti, allora chiediamo che per tempo si stanzino le risorse per assicurare che ci siano mezzi a sufficienza. E se la scuola in presenza può essere assicurata anche con la vaccinazione degli studenti, si faccia una campagna apposita per loro e le loro famiglie. Ormai non siamo di fronte a un evento ignoto ed anche ipotizzare aperture ritardate sarebbe una sconfitta», afferma Shaurli, in merito ai provvedimenti da assumere in vista della ripresa delle lezioni scolastiche a settembre.
«Anche per questo rimaniamo perplessi - aggiunge Shaurli - dal no netto dell’assessore Pizzimenti a sistemi di areazione forzata già adottati in altre Regioni per rendere più salubri le nostre classi dove serve, come continuiamo a chiedere percorsi di prevenzione e tamponi dedicati e gratuiti agli studenti e alle loro famiglie».

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