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Si è riunito il “Gruppo per l’università e i territori del Friuli”

Si è riunito il direttivo del Gruppo coordinato da Giorgio Santuz: " Reagire in ogni modo possibile, alla crisi friulana, all’ assuefazione, alla distrazione, alla mancanza di consapevolezza diffusa ovunque nel corpo sociale, dal vertice alla base"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Coordinato dall’onorevole Giorgio Santuz si è riunito, il 10 dicembre, il direttivo del “Gruppo per l’Università e i Territori del Friuli” costituitosi un anno fa per rilanciare i legami dell’Università di Udine con i suoi territori di riferimento e per rispondere al vuoto di dibattito e di decisioni pubbliche che si è creato in Friuli in particolare dopo la soppressione delle Province. Valutati il peggioramento dei dati economici e demografici –avvenuto nel sostanziale silenzio delle istituzioni e delle parti sociali- e la incresciosa vicenda del fondo di perequazione -prima tolto e poi riassegnato-, dalla Regione, all’Università friulana, si è dovuto prendere ulteriormente atto del sistematico disinteresse, che dura ormai da troppi anni, da parte della Regione, nei confronti di quella che ormai può essere definita, a tutti gli effetti, la nuova “Questione friulana” e che corrisponde a un peggioramento delle condizioni di vita (meno reddito e meno lavoro), a una crescente contrazione demografica (sempre più giovani che se ne vanno a studiare e a lavorare fuori dalla regione), a perdita di qualità e prestazioni dei servizi pubblici e, dulcis in fundo, a totale assenza di dibattito pubblico informato per dare risposte efficaci a tale situazione. In attesa di riscontro alle richieste di incontro formulate al Presidente della Regione e al Rettore dell’Università, si è deciso di lanciare un appello ai Comuni, alle associazioni culturali, alle categorie economiche e sociali, all’Università, alle varie istituzioni pro-Friuli, ai politici, agli intellettuali e a tutti i friulani affinché reagiscano a questo degrado, tanto progressivo quanto silente e incontrastato, con ordini del giorno, comunicati, articoli, prese di posizione. Non si tratta di accusare nessuno in particolare ma di reagire in ogni modo possibile all’assuefazione, alla distrazione, alla mancanza di consapevolezza diffusa ovunque nel corpo sociale, dal vertice alla base. Se non altro come dovere morale verso coloro che ci hanno preceduti (che hanno costruito, e ricostruito più volte, il Friuli nei secoli), verso i nostri figli e verso le generazioni che ancora hanno diritto di vivere e prosperare in queste terre, si fa appello affinché la questione friulana sia messa al centro del dibattito pubblico locale e regionale e si invita tutti a esprimersi e a cooperare per realizzare a breve una “Conferenza del Friuli” dalla quale possa scaturire sia una nuova consapevolezza collettiva sia una piattaforma di richieste concrete alla Regione ed allo Stato. Per chiarimenti: professor Sandro Fabbro 320 436 6119

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