Regione e Ministero investono sulla didattica a distanza, pronti 4 milioni di euro

A disposizione di scuole e famiglie computer portatili, tablet, notebook e chiavette WiFi. Rosolen:"Abbiamo cercato di capire quali fossero le reali esigenze"

La Regione Friuli Venezia Giulia investe sulla didattica a distanza e mette a disposizione delle scuole e delle famiglie del territorio 4 milioni di euro per l'acquisto di dispositivi digitali: computer portatili, tablet, notebook, chiavette o "saponette WiFi, schede sim per navigare più agevolmente su internet.

Le difficoltà

A darne notizia, l'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen, che ha illustrato la recente delibera approvata dalla Giunta regionale. "Già da fine febbraio - spiega l'esponente dell'esecutivo - le lezioni si sono trasferite dalle aule tradizionali ai laboratori virtuali. Consapevoli degli inevitabili disagi legati alla connettività, all'efficienza della rete e all'effettiva disponibilità di strumenti adeguati, abbiamo avviato un monitoraggio in accordo con l'Ufficio scolastico regionale per capire quali fossero le esigenze delle famiglie. Una volta raccolti i dati attesi, abbiamo elaborato azioni complementari rispetto a quelle avviate dal Ministero, che ha messo a disposizione circa 2 milioni e 800mila euro per i dispositivi digitali. Adesso, grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo, la Regione aggiunge un altro milione, portando a circa 4milioni l'investimento complessivo".

Esigenze delle famiglie

I risultati del monitoraggio avviato dalla Regione hanno permesso, quindi, di poter effettuare interventi mirati per il mondo della scuola. "Abbiamo cercato di capire - chiarisce Rosolen - quali fossero le reali esigenze legate all'età dei ragazzi e al territorio di appartenenza. I dispositivi tecnologici devono essere dotati di microfono, speaker e webcam, schermo di almeno 10 pollici e la possibilità di connessione a Internet Wi-Fi e attraverso Sim".

Numeri in regione

Per quanto riguarda poi i numeri del Friuli Venezia Giulia, il totale di studenti iscritti è di 143mila 160 unità, suddivisi in 89mila 585 negli istituti comprensivi, 46mila 719 negli istituti secondari di secondo grado, 2mila 843 nel convitto, educandato e istituto omnicomprensivo e 4mila e 13 nei Cpia (centro provinciale istruzione adulti).

Azzerare le lacune

"Abbiamo verificato - spiega Rosolen - quale fosse lo stato dell'arte all'esito dei due interventi disposti dal Ministero e abbiamo coperto il fabbisogno delle scuole che restavano ancora 'scoperte': la misura regionale raggiunge, quindi, 28 scuole di secondo grado, 4 Cpia, 4 Istituti comprensivi e il convitto. Si tratta delle istituzioni che segnalavano necessità anche dopo i finanziamenti ministeriali. L'intervento regionale serve ad azzerare il deficit, colmare le lacune e completare le azioni che erano state avviate dal governo centrale. Come Regione, abbiamo scelto di accantonare un piccolo tesoretto per un intervento finale nel caso in cui, all'esito delle azioni messe in campo, dovessero risultare criticità irrisolte".

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Ritorno a scuola?

Per la scelta tanto dibattuta su una possibile data di rientro a scuola, l'assessore dichiara: "La scuola non è solo la sede in cui i bambini apprendono la didattica, ma anche il luogo di aggregazione per antonomasia. Stiamo potenziando la didattica a distanza perché, in questa fase, è imprescindibile, ma restiamo convinti che il contatto non possa essere sostituito dalla webcam. Questa attuale situazione, per noi, acuisce i rimpianti per la brusca interruzione del percorso di regionalizzazione del comparto. Se la nostra Regione avesse la competenza diretta sull'istruzione, avremmo impresso una forte accelerazione sul ritorno alle lezioni. Purtroppo, non possiamo, al momento, prescindere dal governo centrale e, faccio notare, abbiamo scelto, doverosamente, di essere collaborativi e dialoganti. Restiamo, tuttavia, convinti della necessità di una spinta federalista in questo settore. Vogliamo decidere - conclude Rosolen -, non dipendere da altri".

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