È friulano uno dei professori più giovani d’Italia

Andrea Zilli, classe 1990, vanta già una lunga esperienza nel settore formativo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

E’ friulano uno dei professori più giovani d’Italia. Si chiama Andrea Zilli, è nato a Udine l’8 febbraio 1990 e, a soli 29 anni, vanta già una lunga esperienza in cattedra. La sua prima volta in classe, sul banco dell’insegnante, risale a febbraio 2007. “Avevo 17 anni”, racconta Zilli, “e l’allora dirigente scolastico di Campoformido (ora Istituto Comprensivo di Pozzuolo del Friuli) mi ha dato l’opportunità di svolgere un ‘tirocinio’ come maestro di Lingua Friulana e mi ha affiancato a Luciano Cargnello, maestro storico della scuola primaria di Pozzuolo, mancato nel 2012”. “Ho avuto l’onore di prendere il suo posto per il decennio successivo".

La vocazione

"Ho deciso di fare l’insegnante perché – spiega Zilli –, oltre all’amore per lo studio e la conoscenza, volevo seguire le orme del mio amico e parroco don Adriano Menazzi, a cui devo veramente molto sul piano umano e professionale. Non avrei mai pensato di entrare di ruolo a 27 anni: ho firmato il contratto a tempo indeterminato il 4 agosto 2017 grazie al diploma di Tecnico dei servizi della ristorazione, assieme alla qualifica di Operatore dei servizi della ristorazione, settore cucina”. "La cosa curiosa – prosegue Zilli – è che mi sono diplomato nel 2009 allo Stringher di Udine, dove poi ho fatto ritorno come docente nel 2014 e dove ho insegnato assieme a molti miei ex professori. Fino allo scorso anno scolastico. Ho provato le stesse emozioni quando, tre anni fa, ho insegnato alla scuola media Gian Domenico Bertoli di Pasian di Prato che avevo frequentato da adolescente. Non posso negare che anche la laurea in Scienze Religiose e il punteggio maturato come maestro di Religione Cattolica, di cui ringrazio l’Arcidiocesi di Udine per le supplenze ricevute, mi ha permesso di raggiungere il mio obbiettivo così giovane”.

Le esperienze

“In questi 12 anni – racconta ancora Zilli – ho lavorato in tutti i cicli del sistema educativo di istruzione e di formazione italiano, passando dalla scuola dell’infanzia, alla primaria, alla secondaria di primo e di secondo grado, al centro provinciale per l'Istruzione degli adulti fino all’università. Quest’anno sono titolare di cattedra al Federico Flora di Pordenone, ma ho deciso di tornare ‘precario’ per sperimentare una nuova disciplina: sono docente di sostegno al liceo Jacopo Linussio di Codroipo. Da dicembre sarò anche maestro di lingua friulana nelle scuole dell’infanzia e primarie degli Istituti Comprensivi IV e V di Udine”. Dal suo punto di vista, qual è lo stato di salute della nostra scuola? “Il sistema scolastico avrebbe bisogno sicuramente di svecchiarsi: di insegnanti giovani ce ne sono troppo pochi. Ma oltre ai concorsi, servirebbero anche test attitudinali. Una volta conseguita la cattedra, infatti, non è accettabile sedersi. Bisogna mettersi sempre in discussione, aggiornarsi, leggere, studiare e confrontarsi con i colleghi, ma anche con i ragazzi”.

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