Liguori (Cittadini): «Servono regole certe sui tempi di erogazione di esami e visite»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Lunghe liste di attesa in Sanità in Friuli Venezia Giulia. E a Udine la gente scende in piazza. Presente anche la consigliera Liguori (Cittadini) alla manifestazione organizzata dall'Associazione di Tutela Diritti del Malato in piazza Primo Maggio a Udine sulle liste di attesa sempre più lunghe. «Molto prima della emergenza Covid, oltre 1 anno fa - ricorda Liguori - ho richiesto ad assessore Riccardi di presentare i dati aggiornati sulle Liste di attesa, considerando le numerose segnalazioni ricevute da parte degli utenti. La legge regionale 2009 - votata dallo stesso Riccardi che sedeva nella Giunta Tondo - prevede che annualmente l’assessore alla Sanità porti in Commissione Terza regionale lo stato di attuazione della legge e ne illustri i risultati ottenuti nei termini del contenimento dei tempi di attesa per la fruizione delle prestazioni sanitarie. I dati sono fondamentali per avviare provvedimenti contenitivi nei casi di superamento dei tempi massimi di attesa. La legge prevede anche di tenere in considerazione l’opinione degli esperti del settore e degli utenti sulla velocità di fruizione delle prestazioni e sul funzionamento delle prenotazioni». A queste richieste non sono seguite le comunicazioni di assessore Riccardi e in giugno di quest’anno Liguori ha portato in Aula i problemi dei tanti cittadini che avrebbero dovuto recuperare esami e visite specialistiche programmate e sospese a causa del lockdown. «Ho firmato la petizione della Associazione perché è necessario che le persone abbiano regole certe sui tempi di erogazione di esami e visite- dice Liguori. Il ricorso alla sanità privata deve essere complementare e non sostitutivo della sanità pubblica, e per questo vi deve essere un impegno della Regione a costruire i percorsi di salute efficienti ed equi per evitare che ci siano malati di serie A e malati di serie B».

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