Salute

Sanità e Covid, dalla Cgil: "Solo questioni di merito, numeri mai emersi al tavolo"

Olivo e Giacaz: «La battaglia sul personale dura da tante legislature, stiamo facendo soltanto sindacato»

«La Cgil fa solo il suo mestiere di sindacato. Ed è singolare che l’assessore, con tanti anni di politica alle spalle sia al governo che all’opposizione, non ricordi le nostre tante battaglie per le assunzioni in sanità. Battaglie fatte anche nelle scorse legislature, perché non guardano al colore della Giunta di turno, ma soltanto ai numeri di un’emergenza personale che dura da troppi anni e che il Covid, purtroppo, ha messo inesorabilmente a nudo, come dimostrano i rapporti sempre più tesi nei territori tra le rappresentanze dei lavoratori e i vertici delle aziende sanitarie».

La Cgil Fvg replica così, con la segretaria generale della Funzione pubblica Orietta Olivo e con Rossana Giacaz, responsabile welfare della segreteria confederale, alle accuse dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha bollato come «politiche» le denunce della stessa Cgil sui ritardi e le lacune che hanno segnato la gestione della seconda ondata, da parte della Regione e delle Aziende sanitarie. Ritardi e lacune che per la Cgil hanno inciso sull’impennata dei contagi e dei decessi rispetto ai numeri della scorsa primavera.

Perplessità anche sui numeri diffusi ieri dall’assessore. «Le 683 assunzioni dichiarate dall’assessore non corrispondono né ai numeri forniti ai sindacati al tavolo sul personale né a quelli del recente rapporto della Corte dei Conti, presentato a latere della manovra nazionale di bilancio, che parlano di 379 assunzioni. Invece di accusare il sindacato, o parte del sindacato, di fare politica, l’assessore dovrebbe quindi preoccuparsi di fornire numeri corretti e aggiornati. E attivarsi nei confronti delle aziende sanitarie, visto che le norme nazionali consentono di incrementare la spesa sul personale, per ricorrere a tipologie di assunzione adeguate alla portata di questa emergenza. Se si insisterà proponendo contratti di due mesi, al di là delle ironie che tanto infastidiscono l’assessore, sarà difficile trovare rinforzi nei tempi richiesti dall’emergenza».
 

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