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Venerdì, 3 Febbraio 2023
ambiente / Marano Lagunare

L'allarme in Friuli: salmonella "indisturbata" dalla laguna raggiunge il mare

Cristian Sergo, consigliere regionale del M5S punta il dito contro gli scarichi a mare del depuratore di Lignano

Registrata nuovamente la presenza di salmonella nell'arco costiero della zona nota come "Martignano", nella laguna di Marano. Scatta per questo l'ordinanza dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale di divieto al consumo e raccolta dei molluschi bivalvi (vongole) a causa del superamento dei limiti microbiologici. A parlare degli scarichi a mare del depuratore di Lignano è il consigliere regionale del M5s, Cristian Sergo. «Mentre gli assessori Scoccimarro, Zannier e Riccardi restano a guardare, i molluschi con la salmonella si trovano sia in laguna che in mare». 

La questione

«Sono datate 2 e 3 febbraio scorso le ultime ordinanze dell’Asufc che sospendono la raccolta di molluschi in laguna e in mare. Cosa abbastanza inusuale per il periodo, ma che metterà non poco in difficoltà Arpa, Ogs e tutti quelli a cui la stessa Azienda sanitaria ha ordinato di studiare le cause dei superamenti dei limiti consentiti e che finora hanno sempre giustificato questi ritrovamenti con i dilavamenti delle forti precipitazioni. In questa stagione di forti abbiamo avuto tutto tranne che le precipitazioni», sottolinea Sergo.

Anche il Focus Group avviato dall’assessore Scoccimarro si è arenato. Infatti, «dopo quattro sedute tenutesi il 22 aprile, il 17 giugno, il 22 e il 27 ottobre 2021 non è più stato convocato – ricorda l’esponente M5S -. I lavori dello stesso hanno portato i tecnici a scagionare la zootecnia come possibile causa dell’aumento dei batteri in laguna, anche perché, come in questo periodo, l’aumento avverrebbe nei periodi di divieto di spandimento liquami. Ulteriore prova che scagionerebbe la zootecnia è la lamentela che gli allevatori di molluschi avanzano da tempo circa la mancanza di fosforo e azoto nelle acque. Se davvero gli spandimenti fossero la causa dei ritrovamenti avremmo fosforo e azoto in abbondanza nelle nostre acque e non ci sarebbero queste lamentele, anzi».

Le probabili cause

Al tavolo si è puntato il dito contro la mancata disinfezione dei reflui con un occhio puntato sui depuratori. «Molte sono ancora le cose da chiarire, soprattutto sul perché in tutti questi anni gli impianti di depurazione che sversano i propri reflui in acque superficiali considerate contesto idrografico significativo non siano stati obbligati a rispettare i limiti di legge ipotizzati dal Testo Unico Ambientale e previsti come obbligatori dal Piano Tutela Acque regionale approvato, solo, nel 2018. Altro caso invece è quello dei depuratori che, ancorché obbligati, sforano comunque i limiti come spesso avvenuto in passato per il depuratore di Lignano, che dalla metà di ottobre sta sversando i propri reflui depurati in laguna e non in mare. Stando ai documenti in nostro possesso, Arpa Fvg ha effettuato un solo controllo (peraltro senza ricercare la salmonella) da ottobre su questo impianto. Speriamo che questi recenti casi di salmonella siano davvero gli ultimi e che ci sia la presa di coscienza necessaria affinché si intervenga laddove serve - conclude Sergo -. Anche non dovesse risolversi del tutto il problema, di sicuro lo si limiterebbe».

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