Riforma della sanità, Liguori: «Riccardi si costruisce una delega in bianco»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

E’ stato presentato oggi in III Commissione consiliare il disegno di legge di riforma della sanità della regione Friuli Venezia Giulia, illustrato ai commissari dall’assessore alla salute Riccardo Riccardi. Un nuovo modello che sostituisce quello in vigore che, per la Consigliera dei Cittadini Simona Liguori, è ancora tutto da definire e che, ad oggi, non è chiaro su quali dati e quali analisi basi la propria sostanza. Liguori ha chiesto all’Assessore di fornire a stretto giro le analisi che «devono necessariamente aver accompagnato la definizione del nuovo modello proposto nel disegno di legge e che l’Assessore dovrebbe aver già messo a disposizione dei Consiglieri regionali per evidenziare quali criticità hanno portato alle scelte da lui effettuate». «Vi è un elenco di ospedali – ha spiegato Liguori - senza accenno a quali siano le funzioni e ai Reparti specialistici che continueranno ad esistere, non facendo quindi chiarezza sull’organizzazione dell’assistenza ospedaliera. Tutto resta indeterminato e differito a futuri indirizzi di Giunta e ad atti che verranno assunti da Direttori generali che devono ancora essere selezionati. Insomma: sulle strutture ospedaliere da questo disegno di riforma si ricava solo la previsione di una pesante perdita della garanzia delle funzioni assicurate in legge, cancellate da un vuoto normativo che crea un silenzio assordante. Riccardi ha, per mesi, annunciato che stava per mettere in atto una decisa riorganizzazione, parlando di differenziazione degli ospedali. In legge non specifica niente, quindi o ha cambiato idea o vuole agire fuori dall’aula del consiglio regionale». «Anche per quanto riguarda l’Assistenza sul territorio – ha continuato Liguori – questa Giunta sceglie la strada dell’incertezza, spogliando i Distretti sanitari della funzione di erogazione dell’assistenza (assistenza medica primaria, specialisti ambulatoriali, riabilitazione, guardia medica, integrazione dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta) e affidandola ad una nuova struttura, il Dipartimento di Assistenza Distrettuale, di cui, a parte l’acronimo “DAD”, nulla si sa visto che non gli viene dedicato neppure un articolo della legge». «Una delega in bianco – ha concluso Liguori – che pagheremo tutti».

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