Presa in carico del paziente fragile, il dibattito

Liguori (Cittadini): «Abbiamo chiesto invano di conoscere lo stato dell’arte delle cure alle persone fragili e dell’assistenza sui territori da tanti mesi per apportare nella riforma un contributo che ne tenesse conto». Pronti gli emendamenti.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

In attesa della discussione in Consiglio regionale prevista per la prima settimana di dicembre, la 3a Commissione consiliare ha approvato oggi, con il solo voto della maggioranza, il disegno di legge di riforma della Sanità. Tra i vari interventi da segnalare anche quello della consigliera Simona Liguori dei Cittadini, che si è concentrata soprattutto sulla cosiddetta “Presa in carico dei pazienti fragili”. «Il modello organizzativo che ha proposto l’assessore Riccardi – ha spiegato Liguori –non convince. La prima perplessità sta nel fatto che non poggia sull’analisi dei dati attuali, ovvero non parte dalle criticità che caratterizzerebbero il modello che si vuole andare a sostituire. Non c’è neppure un confronto o un riferimento con i modelli che hanno dimostrato di funzionare in altre regioni. Ciò che si avverte nel leggere la proposta del centrodestra è una confusione che parte dalla mancata definizione di chi dovrà fare che cosa. Infatti – ha aggiunto Liguori – sul tema centrale delle funzioni distrettuali, Riccardi ha assunto un atteggiamento ondivago come conferma l’emendamento della Giunta approvato in Commissione secondo il quale i Dipartimenti di Assistenza Distrettuale (DAD) che fino a ieri dovevano svolgere la funzione di produzione dei servizi, oggi diventano una semplice opzione con il risultato di generare altra confusione e comunque un probabile appesantimento dei tempi di erogazione dei servizi ai cittadini. Più che una riforma per risolvere i problemi, quello proposto da Riccardi e Fedriga appare un modello da attuarsi largamente tramite una delega in bianco. Elementi che non possono che indurre a temere che questo nuovo modello potrà sortire il risultato di peggiorare il livello dei servizi erogati a danno dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e le condizioni di lavoro di tutte le professionalità operanti nel settore socio-sanitario». Liguori ha espresso il voto di astensione motivandola con l’auspicio che nel proseguio del lavoro in Aula Consiliare siano accolti gli emendamenti che saranno presentati.

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