Mercoledì, 23 Giugno 2021
Salute

Gli ospedali del Fvg tornano alla "normalità", ma troppo personale sanitario non è ancora vaccinato

Il consistente calo di tutti gli indicatori sta permettendo un lento ritorno alle normali prestazioni del sistema sanitario regionale

L'andamento della pandemia in Friuli Venezia Giulia, con un consistente calo di tutti gli indicatori, "consente di avviare il ritorno alla normalità anche del servizio sanitario regionale, con la progressiva ripresa delle attività sospese e il recupero di quelle riprogrammate".  Lo ha annunciato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, evidenziando che "la completa ripresa dell'attività chirurgica programmata rappresenta un importante passo avanti verso il ritorno alla normalità per il servizio sanitario del Friuli Venezia Giulia. Rispetto alla prima, nel corso della seconda e terza ondata pandemica le aziende sanitarie, nonostante la forte pressione a cui erano sottoposte, hanno attuato una riorganizzazione delle attività volta a ridurre, quanto più possibile, i tempi d'attesa degli interventi chirurgici, programmandone l'esecuzione nelle sale operatorie delle strutture ospedaliere non Covid, come il Burlo Garofolo di Trieste e il Cro di Aviano. Un approccio nuovo rispetto al passato studiato per consentire l'esecuzione degli interventi e contenere, per quanto possibile, il disagio provocato a pazienti e a familiari in seguito allo spostamento della sede".

Il Friuli Venezia Giulia sarà zona bianca

Riccardi ha quindi spiegato che "nell'ultimo anno e mezzo tutto il personale sanitario è stato in prima linea per combattere il Covid-19 e ora continua ad esserlo per la campagna vaccinale e la ripresa delle attività ordinarie. A queste donne e uomini va quindi il plauso e il ringraziamento di tutto il Friuli Venezia Giulia, nell'auspicio che sempre più cittadini sostengano gli sforzi compiuti dai professionisti della salute sottoponendosi alla vaccinazione".

In Asufc

Nell'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale sono ancora destinati ai pazienti Covid nell'Ospedale Santa Maria della misericordia di Udine i reparti di: Malattie infettive con 13 posti letto; Terapia semintensiva con 16 posti letto; Terapia intensiva con 12 posti letto; Ostetricia e Ginecologia 8 posti letto. Al presidio sanitario di San Daniele sono riservati al Covid 8 posti letto in Medicina d'urgenza e all'Ospedale di Palmanova 24 posti letto in Medicina interna. Inoltre, sono ancora destinati alle persone colpite dal coronavirus 24 posti letto alla Rsa Gervasutta e 34 alla Rsa di Gemona del Friuli.

Covid Free

Sono, invece, considerate strutture Covid free i presidi sanitari di Tolmezzo e Latisana. All'Ospedale di Udine questa settimana sono previste oltre 110 sedute chirurgiche, ovvero il 76,4% dell'offerta 2019 (144,8). A San Daniele questo tipo di attività è al 50% e a Tolmezzo al 40%. Inoltre è ripresa l'attività chirurgica programmata a Latisana. A Palmanova l'attività chirurgica è ripresa dal 4 maggio, con un graduale incremento che consentirà di raggiungere il 100% (rispetto al 2019) dell'attività di day-surgery a fine giugno, con l'esecuzione anche di interventi programmati da parte della Clinica Ortopedica di Udine. L'attività specialistica ambulatoriale al momento è regolare negli ospedali di Udine, San Daniele e Tolmezzo. A Palmanova c'è una riduzione dell'operatività degli ambulatori internistici e cardiologici a causa dell'assegnazione dei medici al reparto di Medicina Covid, ma il recupero di tali attività è già previsto assieme all'implementazione dell'attività ambulatoriale multidisciplinare di ecografia e patologia vascolare e allo sviluppo dell'attività ambulatoriale integrata post-Covid, mentre il reparto di Radiologia ha previsto agende dedicate per i pazienti oncologici dell'hub di Udine. Al Gervasutta sono attualmente garantite le prestazioni B e D e sono in ripresa quelle programmate.

La critica

C'è chi però non è così ottimista come il vicegovernatore Riccardi. Stiamo parlando del membro della commissione paritetica Stato-Fvg Salvatore Spitaleri. “In relazione a terapie intensive, ospedali e strutture sanitarie preoccupa il fatto che rispetto alla media nazionale del 96% del personale sanitario vaccinato, il Friuli Venezia Giulia si trova nel fondo di questa classifica, dieci punti più in basso. E poi, nonostante gli sforzi di operatori e volontari, per molti versi la campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia non procede, come ha ricordato lo stesso presidente Fedriga, e questo è un problema per il mantenimento della conquistata zona bianca”, afferma commentando i dati delle vaccinazioni del personale sanitario, dove  spiccano in negativo il Friuli Venezia Giulia che deve ancora somministrare la prima dose al 15,4% dei suoi operatori sanitari, mentre quasi tutte le Regioni hanno raggiunto pressoché la totalità del target.

Per Spitaleri “chiedere di riaprire tutto superando la prudenza del presidente Draghi mentre abbiamo seri problemi di copertura della fascia 70/79, cui manca ancora il 35% per la prima dose, vuol dire rischiare in poche settimane di dover nuovamente piangere morti e riaprire terapie intensive”.

Tra scetticismo e appelli: i numeri della campagna vaccinale in Fvg

Va dato atto che gli Ordini professionali si sono subito attivati nel trasferire alla Regione gli elenchi dei professionisti iscritti per consentire raffronto e attività di sollecitazione. Sarebbe essenziale, ormai prossimi ai due mesi da  tali adempimenti, avere un report dello stato dell’arte da parte dell’assessore regionale alla Salute, con indicazione puntuale di carenze e azioni positive. Sarebbe poi utilissimo che anche tutti i dirigenti e primari - puntualizza - siano i primi sponsor della vaccinazione”.

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