Olio di cannabis per finalità terapeutiche: «Va inserito tra i medicinali rimborsabili»

Liguori (Cittadini): «L’elevato costo del farmaco mette in seria difficoltà molti dei pazienti costretti a ricorrervi per ottimizzare la cura»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La possibilità di estendere il rimborso dei medicinali a base di cannabinoidi anche all’olio di cannabis per finalità terapeutiche è stato il tema al centro dell’interrogazione discussa oggi in Consiglio regionale grazie ai Cittadini. Nel sollecitare l’intervento in merito della Giunta, la consigliera Simona Liguori ha ricordato che sul tema è stata recentemente presentata in Regione una petizione sottoscritta da 3384 persone. La raccolta firme è stata sostenuta da Associazioni quali Associazione Tutela Diritti del Malato, Banca del Tempo, CFU-Italia sezione FVG, UILDM, Associazione Paratetraplegici". «Attualmente - ha spiegato Liguori - vengono rimborsate solamente la forma farmaceutica in cartine per il decotto (che ne riduce l’efficacia) o la vaporizzazione (per la quale è necessario un vaporizzatore del costo di circa 350 euro completamente a carico del paziente). Ho ribadito all’Assessore Riccardi la necessità di inserire tra i medicinali rimborsabili a base di cannabinoidi anche l’olio a uso terapeutico con metodica SIFAP 2016 che, causa l’elevato costo, mette in seria difficoltà molti dei pazienti costretti a ricorrervi per ottimizzare la cura. Un problema oggi accentuato dalle pesanti ricadute economiche generate dallo stato di emergenza Covid-19, che hanno reso ancora più urgente il poter usufruire di un rimborso per far fronte alla terapia così come previsto dalla Legge regionale 2/2013 per l’inflorescenza di cannnabis. Nella sua risposta - ha concluso Liguori - l’Assessore ha assicurato l’impegno della Regione, facendo intendere che rispetto al passato ci stiamo muovendo e che siamo un po’ più vicini al traguardo per tanti ammalati».

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