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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Azienda sanitaria

Minacce, nomine primari, hub sanitari: è scontro tra sindaci e Azienda sanitaria

Perplessità e preoccupazioni aumentano: "Sconcertanti le minacce di denuncia rivolte alla platea dei sindaci"

Un incontro che non ha soddisfatto le parti: alla luce del meeting con l'Azienda sanitaria Friuli centrale sulla presentazione dell'atto aziendale, le perplessità e le preoccupazioni di alcuni sindaci aumentano. "Non solo per i modi con cui il direttore generale stizzito risponde ai sindaci mostrando una norma di 30 anni fa riguardo la presunta non competenza di questi sulla conoscenza dei fatti riguardanti l'azienda", fanno sapere i quattro firmatari di una lettera inviata direttamente al direttore generale dell'azienda, Denis Caporale. Si tratta di Manuela Celotti, sindaca di Treppo Grande, Franco Lenarduzzi, sindaco di Ruda, Albina Montagnese, sindaca di Moruzzo, Marco Del Negro, sindaco di Basiliano per chiedere quali sono i rapporti tra ospedali centrali hub e ospedali di territorio. Un'altra esigenza dei sindaci in questione è quella di "comprendere meglio qual è il ruolo dell'università sul riassetto dell'azienda, soprattutto in rapporto alla tutela e la valorizzazione dell'intero territorio qui esercita l'azione l'azienda sanitaria è elemento di diritto dei sindaci che tutelano i servizi alla popolazione".

"L'evoluzione delle norme da leggere secondo modalità comparate e non secondo la ferma scrittura risalente al 1992 espressamente richiamata dal direttore generale, ribadiscono certo le diversità delle funzioni tra organi ma insistono sul ruolo dei sindaci, al fine di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione, provvede alla definizione, nell’ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività, esamina il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio e rimette alla Regione le relative osservazioni, verifica l’andamento generale dell’attività e contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al direttore generale". I sindaci si aspettano quindi "il rispetto necessario per poter comprendere quali sono i disegni sull'azienda che ricadono in termini diretti sulla salute pubblica e certo non vogliono assistere a risposte infastidite, di ordine più politico che tecnico, o a battute arroganti che nulla hanno a che fare con il profilo e il ruolo che un adeguato professionista dovrebbe tenere in certe circostanze", si legge nella nota trasmessa di quattro primi cittadini.

Minacce di denuncia

"Sconcertanti le minacce di denuncia, non si capisce poi su quale ipotesi di reato, rivolte alla platea dei sindaci, che sono stati invitati a non occuparsi delle questioni organizzative dell'azienda e nemmeno delle mancate nomine dei primari. Si ribadisce a questo proposito che è non solo un diritto, ma anche un dovere dei sindaci preoccuparsi dei propri ospedali di riferimento, evidenziando le problematiche e chiedendo delle risposte. La questione della nomina dei primari è quindi cruciale per il buon funzionamento dei reparti e dell'intera organizzazione", tuonano i quattro sindaci. "Antipatico poi è il modo in cui Caporale liquida la preoccupazione dei 15 ex-primari che hanno sottoscritto quelle lettere firmate ai giornali: invitandoli a fare "i nonni" in quanto sono in pensione quindi non sono più nulla da dire, il direttore generale dimostra di essere sordo alle gravi criticità espresse. Caporale si fermi sui temi e pensi ai territori che hanno dato così tanto sia in epoca di Covid che in termini di potenzialità di servizio".

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