Mercoledì, 23 Giugno 2021
Salute

Carenza di personale nel servizio di continuità assistenziale di Udine: l'interrogazione

A chiedere spiegazioni al sindaco Pietro Fontanini e alla Giunta è il consigliere comunale Federico Pirone

Esiste un Decreto del Direttore Generale ASUFC, datato il 07 maggio 2021, avente ad oggetto “Riorganizzazione temporanea delle sedi di continuità assistenziale” che stabilisce che le sedi di Udine, Gemona e Tarvisio assumano lo stato di “sedi primarie” del servizio di continuità assistenziale a cui rispettivamente afferiscono, quali “sedi secondarie” quelle di Tavagnacco, Moggio Udinese e Pontebba. Il Decreto prevede che i medici, in caso di carenza di personale, possano svolgere il servizio a “scavalco” anche nella sede scoperta, mantenendo attiva la “sede primaria”, con relativo accorpamento delle funzioni di assistenza.

Ad interrogarsi sul corretto funzionamento della sede di continuità istituzionale di Udine, rilevata più volte, da parte delle principali organizzazioni sindacali dei medici, la problematicità di grave carenza di personale da affidare anche a questa funzione, con sedi che si trovano talvolta scoperte di personale, è il consigliere comunale Federico Pirone.

«Questa criticità sta provocando maggiori difficoltà nella gestione dei servizi di territorialità della città di Udine, con ritardi negli interventi e minore qualità dell’assistenza fornita ai cittadini, causando pesanti carichi di lavoro con successive dimissioni di personale medico dallo stesso servizio di Continuità Assistenziale con conseguente aggravamento dello stato di carenza», considera Pirone.

L'interrogazione

«Evidenziati i principi espressi, anche nella carta dei servizi di ASUFC (aggiornata nel giugno 2020), relativi alla continuità, equità ed efficacia dei servizi, diritto di scelta e sicurezza delle cure e nei processi assistenziali, trasparenza nei confronti dei cittadini da parte dell’azienda sanitaria, ritengo opportuno interrogare il sindaco e la giunta per conoscere se e come intende agire nei confronti della Regione e dell’ASUFC al fine di tutelare la gestione del servizio di continuità assistenziale presente nella città di Udine, sostenendo la reale e celere riattivazione di tutte le sedi di continuità assistenziale».

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