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Sabato, 2 Luglio 2022
Malattia virale

Anche a Udine sale l’allerta per la misteriosa epatite che contagia i bambini

Per il momento non ci sono casi accertati ma l’attenzione alle situazioni sospette è al massimo livello. La professoressa Cogo, direttrice della clinica pediatrica dell’ospedale di Udine “monitoriamo l’evolversi della situazione”

Strani casi di epatite acuta di origine sconosciuta in pazienti al di sotto dei 16 anni sono stati segnalati in tutta Europa. Anche in Italia nelle ultime settimane sono stati scoperti una ventina di possibili casi che ora sono sotto accertamento. I piccoli pazienti hanno un’età compresa tra 1 mese e 16 anni.  A livello europeo circa il 10% dei pazienti hanno avuto un esito fulminante che ha richiesto un trapianto di fegato.

Cosa sappiamo

La patologia si manifesta in bambini sani con segnali aspecifici: disturbi gastrointestinali, stanchezza e malessere generale. Non sembra che si siano riscontrati episodi di febbre. Nei casi più gravi compare l'ittero, ovvero la colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi. La malattia potrebbe aggravarsi  al punto da rendere necessario un tempestivo trapianto di fegato. In Italia, ad oggi, ci sono 20 casi sospetti e solo 10 sono probabili.

La situazione nell’ex provincia di Udine

La professoressa Paola Cogo, direttrice della Clinica pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, fa il punto della situazione nell’ambito del territorio di competenza dell’Asufc: “Per il momento non abbiamo avuto nessun caso sospetto. La natura di questa epatite non è ancora nota. Secondo i primi dati non c’è nessuna correlazione con il Covid e nemmeno con la vaccinazione. Nessuno dei casi confermati colpiti da questa forma sconosciuta di epatite aveva contratto la malattia da Sars-Cov-19 in precedenza tanto meno erano stati sottoposti a vaccinazione” ha confermato la direttrice. E prosegue “Come abbiamo imparato a nostre spese dalla pandemia degli ultimi due anni, non possiamo escludere una diffusione anche nel nostro territorio. Sembra che a causare questa patologia sia un adenovirus ma è ancora tutto da stabilire".

Secondo le indicazioni dell’European Centre for Disease Prevention and Control la priorità ora è determinare la causa, la patogenesi della malattia e i fattori di rischio per la gravità dei casi. A livello europeo il potenziale impatto per la popolazione pediatrica colpita è considerato elevato. Nel frattempo, l’Istituto superiore di Sanità ha diramato una comunicazione con le linee guida da seguire in caso di pazienti sospetti. La professoressa Cogo ci conferma che “ogni caso di epatite nei bambini sotto i 16 anni va segnalato. Si tratta una nuova malattia, di origine sconosciuta. Come è ormai noto la medicina non è una scienza esatta, per il momento non possiamo fare altro che prestare attenzione all’evolversi della situazione, con scrupolo e accuratezza. Dobbiamo essere pronti e all’erta nel caso la situazione dovesse cambiare anche improvvisamente”.

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