Cresce la sanità privata accredita in regione: il 47 per cento dei friulani utilizza strutture private

L'indagine SWG promuove le strutture private regionali, ma è ancora alto il numero delle prestazioni eseguite fuori regione dai pazienti residenti in Friuli

L'indagine statistica effettuata per Assosalute Fvg da SWG, azienda specializzata in ricerche di mercato, mette in evidenza come la sanità privata accreditata regionale funziona, è affidabile e prevede prospettive di crescita alte.

I dati dell'indagine

Secondo l'indagine, svolta il mese di ottobre scorso attraverso interviste telefoniche e online su mille soggetti residenti in Fvg con età superiore ai trent'anni, il 46 per cento dei cittadini friulani utilizza le strutture private convenzionate e il 65 per cento ne usufruisce con frequenza, mentre le persone più anziane continuano a rimanere legate alle strutture pubbliche del territorio. Inoltre, anche il grado di soddisfazione risulta elevato, con un voto medio dell'8,3 per cento su 10. Gli aspetti che hanno dato maggior incidenza nella valutazione positiva sono stati: l'umanità e la professionalità del personale, i tempi di rilascio dei referti e il rispetto dell'orario dell'appuntamento; questi ultimi due fattori, poi, sono stati reputati migliori, da parte degli intervistati, rispetto alla sanità pubblica. Sempre secondo l'indagine, poi, i canali di informazione usati per venire a conoscenza di questi servizi privati sono il passa parola (70%) e canali indiretti com media o internet (24%) e i pazienti svolgono maggiormente esami diagnostici o visite specialistiche.

Pubblico e privato

"Siamo molto orgogliosi che i cittadini riconoscano il nostro servizio. Se scelgono noi, vuol dire che hanno fiducia nelle nostre strutture", commenta Claudio Riccobon, presidente di Assosalute Fvg, che continua: "A differenza del pubblico, gli utenti decidono di venire nelle nostre strutture, non sono obbligati. Ma vorrei chiarire che il privato non è antagonista del pubblico, semplicemente eroga sempre più servizi e va a integrare le parti scoperte dei servizi pubblici". Secondo l'indagine, infatti, l'utilità delle strutture private convenzionate per il funzionamento complessivo del servizio sanitario regionale è ormai ampiamente riconosciuta dalla popolazione (83%), anche dal 78% di coloro che generalmente usufruiscono di altre strutture sanitarie.

Fuori regione

“Il privato accreditato inoltre può diventare alleato del servizio sanitario regionale come argine contro la fuga dei pazienti fuori regione, trend che toglie risorse e posti di lavoro in Fvg oltre a rappresentare un costo per il paziente in termini di tempo e spostamenti – aggiunge Riccobon - il 10 per cento degli intervistati, infatti, si è rivolto a strutture private fuori dal Fvg". Analizzando i dati dell'indagine, i numeri delle prestazioni eseguite fuori regione per i pazienti del Friuli sono in crescita anno su anno: per esempio si è passati dai 1.770 interventi di cataratta eseguiti in Veneto nel 2017 ai 2.959 del 2018 per un valore di 3,69 milioni di euro. Ancora più alti i dati della “fuga” in Veneto per interventi ortopedici di protesi (936 nel 2017 contro i 1.042 nel 2018) per un valore di mancata attività eseguita nelle strutture della nostra regione di oltre 9,5 milioni di euro solo nel 2018.

Il fenomeno

I pazienti friulani si rivolgono al Veneto principalmente per risonanze magnetiche e interventi di catarratta. Il problema, poi, è che alcuni medici specialisti non hanno trovato i fondi, gli spazi o le risorse sufficienti per poter proseguire il proprio lavoro in regione, e quindi hanno deciso di trasferirsi fuori regione, soprattutto nel vicino Veneto.

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