Domenica, 25 Luglio 2021
Salute

I comitati a difesa dell'ospedale San Michele tornano in piazza

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

I Comitati a difesa dell'Ospedale San Michele tornano in piazza, per rivendicare a questo Ospedale funzioni e servizi preesistenti sia alla riforma Serracchiani, sia a quella del 2019 del CentroDestra, ora al potere in Regione. Lo fanno con un flash mob e alcuni striscioni, nel luogo simbolo delle loro ormai venticinquennali lotte, cioè in piazza Rodolone, nello spazio tra l'ex Pronto Soccorso, ora PPI ancora chiuso e di cui chiedono l'immediata riapertura e l'ingresso Degenze. La pandemia ha dimostrato che il fabbisogno sanitario dell'Alto Friuli, non puo' essere assolto solo dall'Ospedale tolmezzino e che a Gemona si devono ripristinare un Ospedale per Acuti, a servizio da quasi 800 anni del Gemonese, del Canal del Ferro/Valcanale e di parte del Tarcentino. Gli Ospedali periferici in ogni caso vanno ripristinati, come essenziale filtro per gli HUB provinciali, che hanno sfiorato il collasso ,anche a causa di queste chiusure. Noi chiediamo perciò che a Gemona venga ripristinato un P.S. con annessa Area di Emergenza, a supporto anche del previsto Reparto di Riabilitazione Cardiologica e Neurologica e i posti OBI, un reparto SOC di Medicina al posto dell'attuale DIP, aggiungendovi una ventina di posti letto per tornare ai 50 di un tempo, di mantenere la RSA, la Chirurgia Day Surgery, che il PAL ASUFC 2021 vorrebbe declassare a Chirurgia Ambulatoriale, una Radiologia con nuova strumentazione, visto che l'attuale TAC è quella che c'era prima a Tolmezzo e un nuovo mammografo, strumento indispensabile per una corretta prevenzione delle neoplasie al seno. Servirà inoltre un laboratorio a giornata, una completezza e una implementazione dei vari Ambulatori, con adeguata presenza in termini di personale e attrezzature, compresi i servizi diagnostico/terapeutici, in primis quelli cardiologici e oncologici, per evitare l'attuale pendolarismo fra nosocomi e soprattutto con gli stessi tempi di attesa degli altri Ospedali. Ben venga il previsto Reparto di Riabilitazione, collegato al Gervasutta, ma a questo territorio e alla sua popolazione, che è la più anziana della Regione, in primis servono le cose che abbiamo elencato, che magari potrebbero essere implementate con l'automedica prevista dal Piano Urgenze/Emergenze e mai arrivata e un Reparto di Oculistica, mancante a nord di Udine. Chiediamo infine ai nostri politici, Sindaci, Amministratori locali e alle forze politiche e sociali di adoperarsi, affinchè nelle sedi opportune venga recepito il nostro messaggio per una sanità che dia adeguate risposte ai bisogni sanitari della nostra gente. Claudio Polano, Portavoce dei Comitati gemonesi.

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