Martedì, 15 Giugno 2021
Salute

La Clinica neurologica di Udine premiata per la sua lotta alla sclerosi multipla

Premiato con un finanziamento di euro 25 mila euro un progetto della Clinica neurologica del Santa Maria della Misericordia, volto al miglioramento di strutture, percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali per le persone con sclerosi multipla

Con l’intento di mettere al centro la persona e supportare nuove idee e modelli assistenziali efficaci per migliorare il percorso di cura e la qualità di vita dei pazienti, la seconda edizione del bando “Roche per i servizi a supporto di soluzioni innovativi per la Sclerosi Multipla” ha premiato con un finanziamento di euro 25 mila la Clinica neurologica dell’Azienda sanitaria Friuli Centrale, che ha vinto con il progetto “Proposta di un regime alimentare chetogenico come coadiuvante di fatica e sintomi cognitivi nel pazienti affetti da Sclerosi Multipla” con cui si propone l’attivazione di un servizio per i soggetti affetti che consenta loro l’accesso a un regime alimentare basato sulla dieta chetogenica, allo scopo di migliorare i parametri relativi a fatica, disabilità funzioni cognitive e disturbi dell’umore.

La struttura

La clinica è una struttura dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, in cui ha sede la scuola di specializzazione in neurologia dell’Università di Udine. Insieme alla neurologia ospedaliera, la clinica segue circa 1400 pazienti affetti da sclerosi multipla, offrendo loro tutte le indagini diagnostiche necessarie e le terapie più avanzate. La proposta è stata presentata dalla professoressa Mariarosaria Valente, associato di Neurologia all’Università di Udine e coordinatrice del corso di laurea in Fisioterapia nello stesso Ateneo. Negli ultimi anni si è dedicata agli aspetti scientifici del metabolismo e della nutrizione nelle malattie neuroinfiammatorie, nell’emicrania e nelle malattie neurodegenerative, con particolare attenzione alla dieta chetogenica. “Sono grato alla professoressa Mariarosaria Valente e a tutto il gruppo che segue il tema dei rapporti tra nutrizione, neuroinfiammazione e neurodegenerazione – ha dichiarato il Professor Gianluigi Gigli. Spero che l’ impegno scientifico possa migliorare la qualità delle cure nei pazienti con sclerosi multipla”. “L’attribuzione del premio Roche alla Clinica neurologica di Udine – ha affermato il dottor Denis Caporale, direttore fenerale ASUFC – è un attestato significativo dell’attenzione che la nostra Azienda presta alla qualità dei servizi per i pazienti e rappresenta un riconoscimento per i traguardi di eccellenza a cui un ospedale universitario come il nostro deve tendere costantemente. Ringrazio la Clinica Neurologica e il Prof. Gigli per il costante impegno nella ricerca e nell’innovazione”.

Gli altri

La seconda edizione del bando, che ha premiato anche altri 11 progetti provenienti da Enti delle Regioni Puglia, Campania, Abruzzo, Lombardia, Lazio, Sicilia e Emilia Romagna, è la testimonianza concreta dell’impegno annunciato con il programma “La Roche che vorrei”, che mira a garantire la massima trasparenza nell’interazione e nella collaborazione con la classe medica, con le strutture ospedaliere, con gli enti di ricerca e le associazioni di pazienti, con il mondo scientifico e dell’associazionismo. La selezione e valutazione dei progetti, premiati con un finanziamento complessivo di 300 mila euro, è stata affidata a Fondazione Sodalitas in qualità di partner esterno. Si tratta di un importante risultato per la Clinica neurologica dell’Ospedale di Udine che rende merito ad un progetto capace di coniugare la presa in carico globale dei pazienti con la ricerca scientifica. La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce soprattutto persone giovani e porta spesso con sé un pesante carico di disabilità. Le persone affette sono 2,5-3 milioni in tutto il mondo, di cui circa 114.000 in Italia. Gli importanti progressi nella terapia farmacologica avvenuti negli ultimi decenni stanno consentendo a sempre più persone un maggior controllo del decorso della malattia ed una migliore qualità di vita. Ciò nonostante, alcuni sintomi della patologia restano tuttavia ancora di difficile trattamento. Da qui la ricerca di nuove soluzioni innovative che ha spinto la Clinica a mettere in campo un progetto volto a fornire ai pazienti la possibilità di intraprendere un percorso nutrizionale personalizzato. Il progetto nasce da un’idea della professoressa Mariarosaria Valente e si basa sulle recenti evidenze scientifiche che dimostrano come le diete di stampo chetogenico, ovvero basate su una riduzione dell’introito di carboidrati a favore dell’incremento della componente energetica fornita dai lipidi, abbiano un effetto protettivo contro i processi neuro-infiammatori che sono alla base della sclerosi multipla, oltre che contro alcuni sintomi specifici, come la fatica cronica che incide in modo molto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Già da alcuni anni la Clinica neurologica ha iniziato a implementare la possibilità di proporre tale regime nutrizionale, che in certi casi può risultare di notevole aiuto terapeutico, ai pazienti affetti da epilessia o da gravi forme di emicrania resistenti alle terapie farmacologiche. Con il tempo si è costituito un team multi-disciplinare in cui alla Prof.ssa Valente si affiancano le nutrizioniste Francesca Filippi e Francesca Valdemarin e i giovani medici Riccardo Garbo, Ilaria Del Negro e Andrea Bernardini. È proprio l’estensione del servizio ai pazienti affetti da Sclerosi multipla, a cui si affianca anche un progetto di ricerca volto ad arricchire le conoscenze scientifiche sul tema, che ha incontrato l’ammirazione della commissione valutativa del premio Roche. 

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