Salute

Attività riabilitative in età evolutiva, i Cittadini ottengono l’impegno della Regione

Liguori: “Auspicabile al più presto l’erogazione del servizio anche attraverso la modalità in remoto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

L’emergenza Covid-19 ha determinato la riorganizzazione di moltissimi settori sanitari. L’intero ambito della riabilitazione è tra quelli che maggiormente hanno risentito della necessità di riorganizzazione delle attività e, in particolar modo, per gli interventi svolti in età evolutiva. A tal riguardo il Ministero della Salute ha fornito indicazioni precise con l'intento di garantire l’erogazione di prestazioni ritenute essenziali, anche alla luce dell’impossibilità di mantenere la distanza di sicurezza per molti utenti e tipologie di interventi. “Una rimodulazione del lavoro che integri l’attività in presenza con bambini e famiglie con l’attività in remoto - ha spiegato la consigliera dei civici Simona Liguori - appare uno strumento utile anche al termine dell’emergenza, in particolare verso l’utenza limitata negli spostamenti per motivi di salute e/o impossibilitata a recarsi fisicamente presso la struttura di riferimento. La non semplice ma auspicabile transizione verso un modello integrato di gestione dell’attività di riabilitazione (presenza/remoto), necessita di essere accompagnata da indicazioni che ne favoriscano l’attuazione da parte dei Centri preposti all’erogazione del servizio. Con un apposito ordine del giorno al Disegno di legge 93 in discussione oggi in Aula - ha aggiunto Liguori - abbiamo ottenuto l’impegno della Giunta regionale ad emanare delle linee di indirizzo che consentano l’erogazione almeno delle attività riabilitative in età evolutiva anche attraverso la modalità in remoto quale modalità integrativa delle attività in presenza. Un obiettivo raggiungibile considerata anche l’annunciata disponibilità dell’Ordine regionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione e dei rappresentanti regionali degli Albi delle professioni dell’area della riabilitazione a collaborare con l’Amministrazione regionale per rappresentare compiutamente i punti di vista delle diverse professionalità impegnate nell’ambito della riabilitazione”.

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