Salute

Approvata la Rete oncologica

Liguori (Cittadini): «Oggi istituita la rete oncologica della nostra Regione: una decisione che attendavamo da tempo e che avevamo ripetutamente sollecitato»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La Giunta Fedriga ha approvato la Rete oncologica del Friuli Venezia Giulia. Grande soddisfazione viene espressa da Simona Liguori (Cittadini) che per mesi si era battuta affinché si realizzasse il progetto. Una Regione, la nostra, che purtroppo continua ad avere un triste primato: 716 casi di tumore ogni 100 mila abitanti (ndr, fonte Associazione italiana di oncologia medica). «Si tratta – ha aggiunto Liguori che nel maggio scorso aveva portato il tema all’attenzione dell’Aula,– di un modello organizzativo che assicura la presa in carico del paziente mettendo in relazione, con modalità formalizzate e coordinate, professionisti, strutture e servizi che erogano interventi sanitari e sociosanitari di tipologia e livelli diversi nel rispetto della continuità assistenziale e dell’appropriatezza clinica e organizzativa. Uno dei suoi principali obiettivi è, oltre a garantire l’appropriata presa in carico della patologia tumorale in maniera omogenea, assicurare la continuità delle cure tra i diversi professionisti intra ed extra-ospedalieri, coordinandosi con i Distretti sanitari e coinvolgendo le Reti locali di Cure Palliative». La questione era stata già affrontata dalla precedente Amministrazione regionale che, coordinando un Gruppo di lavoro di oltre 50 professionisti impegnati nelle cure di persone con tumore, aveva realizzato, nel 2017, una bozza di Rete Oncologica. «Procedere alla realizzazione di una Rete che a livello regionale serva ad accompagnare il malato dal momento della diagnosi e durante le cure e i controlli con pari opportunità in tutta la Regione – ha sottolineato Liguori – era fondamentale e finalmente si è partiti». «Integrati nella Rete Oncologica Regionale – ha concluso la rappresentante dei civici – sono i percorsi di cura per le persone affette da tumori rari. Va sottolineata la difficoltà degli ammalati che portano sulle loro spalle il fardello che “rarità” si accompagni con “scarsa conoscenza” nell’identificare precocemente queste forme tumorali e avviare un corretto protocollo terapeutico».

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