Anziani senza coperte in ospedale: uno poi è morto, l'altra è stata portata a casa seminuda

In pochi giorni sono capitati due gravi episodi ai danni di due degenti, entrambi ricoverati al Santa Maria della Misericordia di Udine. Indagine interna e interrogazione in Consiglio regionale

Due casi che appaiono come situazioni di cattiva gestione sanitaria in poco tempo, afferenti entrambi all'ospedale "Santa Maria della Misericordia" di Udine. L'ultimo si riferisce ad un'anziana signora di 86 anni trasferita dal nosocomio al proprio domicilio senza vestiti e il primo a un uomo di 92 anni, portato in pronto soccorso a seguito di una caduta e lasciato in barella con indosso solo mutande e canottiera. Due episodi raccontati da Il Gazzettino, a firma di Camilla De Mori, che sono rimbalzati sui tavoli del Consiglio regionale, con l'interrogazione della consigliera dem Mariagrazia Santoro depositata all'indirizzo del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga e dell'assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, che al giornale veneziano – in relazione alla vicenda della donna – ha commentato «ho chiesto e aspetto spiegazioni dettagliate dall'Azienda. Se il fatto corrispondesse a verità riterrei indispensabile agire nei confronti di chi ha permesso una situazione inaccettabile».

Il morto

Il primo episodio è accaduto nei primi giorni del'anno, quando un uomo di 92 anni, accolto al pronto soccorso, è stato lasciato senza coperte: nei giorni successivi al ricovero gli sarebbe stata diagnosticata una polmonite, accertata l'11 gennaio, ma dopo una decina di giorni – il 16 gennaio scorso – l'uomo purtroppo è deceduto. 

Secondo episodio

Il secondo episodio ha visto come protagonista un'anziana di 86 anni che, lo scorso 28 gennaio, è stata riportata a casa dal personale ospedaliero con addosso solo la camiciola per i ricoveri, con i lacci sul retro non allacciati. È stata la figlia a riferire che gli abiti erano dentro una borsa che non è stata mai aperta. La donna era rimasta ricoverata dieci giorni nel reparto di Medicina, dal quale è partita l'ambulanza per il rientro a casa della donna. A quanto pare, è già la seconda volta che la signora viene ricondotta presso la sua abitazione indossando solo la camiciola, ma questo episodio è stato condannato piuttosto grave anche perché trattandosi di un giorno invernale, la donna ha patito molto freddo. 

I risvolti

Come prassi, l'Azienda sanitaria aprirà una procedura per un'indagine interna con il reparto coinvolto. Nel frattempo la figlia della donna ha denunciato il fatto all'Associazione di tutela diritti del malato di Udine. A cercare verità e chiarezza anche la consigliera regionale Santoro.

«Alcuni recenti episodi accaduti all'ospedale di Udine richiamano l'attenzione per la loro gravità. Quello che ci aspettiamo dalla Giunta è che verifichi le condizioni del sistema e in particolare quelle in cui si trova a operare il personale. Più che trovare il capro espiatorio di un singolo episodio, è importante capire se il personale medico e sanitario è nelle condizioni di lavorare in modo opportuno per garantire la sicurezza dei pazienti».

La consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro continua:

«Abbiamo appreso dalla stampa di due vicende. Una riguarda un anziano di 92 anni, accolto lo scorso 6 gennaio al pronto soccorso, lasciato senza coperte, al quale nei giorni successivi al ricovero è stata diagnosticata una polmonite e che è infine deceduto dieci giorni dopo». Un secondo episodio, continua Santoro, «riguarda un'anziana di 86 anni che sarebbe stata trasportata a casa in tarda serata senza i vestiti preparati dalla figlia e con addosso “solo la camiciola con i lacci sul retro neppure legati”, con ripercussioni negative per la propria salute nei giorni a seguire. In entrambe le vicende sono seguite le rimostranze e le segnalazioni fatte all’Associazione di tutela diritti del malato di Udine da parte dei familiari dei due pazienti».

L'interrogazione

Con l'interrogazione, spiega dunque Santoro, «chiediamo al presidente e all'assessore se siano state fatte indagini interne da parte dell'Azienda sanitaria udinese sulle due vicende e, in particolare, se i pazienti siano stati trattati adeguatamente rispetto alle condizioni di salute, all'età e alla situazione ambientale in cui si trovavano. Va inoltre chiarito se ci sono delle carenze nella dotazione ambientale, strumentale e di personale nel pronto soccorso e del reparto di Medicina dell'ospedale di Udine, tali da provocare disagi e danni ai pazienti accolti, oppure difficoltà operative da parte del personale dipendente». E ancora, «se gli operatori erano in numero sufficiente e con adeguate dotazioni per poter rispondere alle esigenze dei pazienti e quali azioni si intendano mettere in atto al fine di prevenire e scongiurare il ripetersi di gravi e tragici episodi come quelli che sarebbero successi».

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