Tanzi non ci sta, e critica il Comune per la raccolta differenziata

Il vice coordinatore vicario del PdL critica i risultati diffusi dalla Giunta in questi giorni. "La riduzione del 2% non è un grande risultato. Persi tutti i bonus garantiti dalla legge regionale 30/2007"

La questione raccolta differenziata continua ad alimentare polemiche sul fronte udinese. Se la Giunta comunale vanta l'ottenimento di risultati lusinghieri non la pensa allo stesso modo l'opposizione, in particolare per quello che riguarda il PdL. Ha esternato in tal senso il vice coordinatore vicario della formazione politica, Vincenzo Tanzi: «La riduzione della tassa sui rifiuti del 2% non è un grande risultato. L’assessore Croattini la smetta di vantarsi per così poco che per colpa delle sue politiche sbagliate, Udine per il secondo anno consecutivo non ottiene i contributi per la raccolta differenziata assegnati dalla Provincia ai comuni virtuosi e più "ricicloni"».

Successivamente Tanzi aggiunge: «Nonostante tutto bravi gli udinesi per l’impegno e il senso civico nel saper riciclare, peccato che l’accoppiata sindaco Honsell e assessore Croattini proseguono a penalizzare Udine, rispetto agli altri comuni friulani, poiché nel riparto dei contributi relativi al calcolo del 2009 e del 2010, non avrà neanche un centesimo del bonus previsto dalla legge regionale 30/2007».

«Grave è – insiste Tanzi – perché l’amministrazione comunale non fa nulla di serio per migliorarsi e continua a basarsi solamente sui dati forniti dalla Net nella raccolta differenziata, mentre i dati ufficiali forniti dall’Arpa e validati dal Catasto regionale dei rifiuti sono diversi, fermi a 49,2% per il 2009 e 53,3% per il 2010». «Quantificando – dice Tanzi – non avendo raggiunto la soglia minima del 55%, l’ammanco per ogni anno è di oltre 198mila euro nelle casse comunali».

«Un danno non di poco conto per i cittadini – conclude Tanzi – convinto che la percentuale di sconto sulla tassa rifiuti può essere ancora più alta, semplicemente utilizzando la quota del contributo per compensare i costi dello smaltimento, che è a carico dei contribuenti, e di conseguenza far pesare ancor di meno la bolletta nelle tasche dei cittadini».

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