Venanzi: "Fontanini chiude strade già chiuse"

Il capogruppo dem in consiglio comunale manifesta tutte le sue perplessità su quella che è stata definita la maxi isola della ristorazione

Il sindaco Pietro Fontanini e l'assessore Alessandro Ciani assistono ai lavori di delimitazione della zona in via Stringher

“Non c’è nessuna nuova zona pedonale visto che con il provvedimento adottato si chiudono strade già chiuse da tempo immemore. Se poi entriamo nel dettaglio, l’impressione è quella che sia stato fatto tutto alla cieca, senza nessun genere di concertazione con le categorie interessate.” Non usa mezzi termini Alessandro Venanzi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, per commentare il provvedimento con il quale la giunta ha istituito la nuova maxi isola della ristorazione.

Tutta velocità

“Quanto fatto – attacca Venanzi – denota una conoscenza superficiale della città. Ipotizziamo che in via delle Erbe un’attività abbia bisogno di rifornimenti: il carico/scarico più vicino, leggendo il disposto, sarebbe in via Valvason o in via Savorgnana. Si è consapevoli di questo? L’impressione – osserva Venanzi – è che si sia adottata una decisione in tutta velocità, partendo dalle proposte fatte da noi due mesi fa, senza capirci tanto. Si è dato così vita a un provvedimento zoppo.”

Le lacune

“Mancano coraggio e visione – spiega Venanzi – . Non si è pensato, vista l’eccezionalità della condizione, di agevolare anche altre realtà meno centrali? Così facendo si creano commercianti di serie A e serie B. Poteva starci un impianto forte a questo punto, con tutto il centro coinvolto, non solo quella porzione. Si è invece effettuata una rincorsa di provvedimenti più intelligenti e calibrati presi in altre realtà capoluogo – riflette Venanzi –, senza creare un reale vantaggio”. 

Basta scaricare responsabilità

L’attenzione dell’esponente del Pd si concentra sull’assenza di favori reali alle attività: “Non esistono sgravi sull’occupazione del suolo pubblico già a disposizione degli esercizi – incalza Venanzi – , come magari sarebbe servito. In più non si può sempre aspettare che intervenga qualcun altro, invocando Roma o Trieste e scaricando responsabilità. Lo ha detto pure Fedriga a più riprese."
 

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