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Uti, sindaci compatti: “Ripartire dall’accordo siglato da Anci Fvg e Regione”

Il documento dell'Associazione dei comuni prevede un’impostazione delle funzioni basata sul principio di adeguatezza

In foto : Mario Pezzetta

Sbloccare l’empasse delle Legge 26? I comuni non hanno dubbi: l’unica strada percorribile in modo costruttivo è ritornare all’accordo firmato da Anci FVG in estate. Sulle unioni territoriali i sindaci fanno fronte comune e pongono come pilastro fondamentale l’accordo firmato da Anci. 

Il documento di Anci - si legge in una nota - prevede un’impostazione delle funzioni basata sul principio di adeguatezza: partire dal basso, quindi dalle funzioni comunali per poi salire alle funzioni da svolgere in forma associata e fino alle funzioni strategiche obbligatorie in capo alle Uti come la programmazione e la pianificazione sovra comunale, i servizi di ambito socio assistenziale, la progettazione europea, il sistema informativo, il catasto, la gestione del personale.

“La posizione di Anci sulle unioni territoriali e sulle forme associative dei comuni è chiara e netta – ribadisce il presidente Mario Pezzetta - ed ha soltanto un obiettivo: garantire la qualità,  la sostenibilità e l’efficienza dei servizi territoriali ai cittadini e alle imprese”.

Alla Regione spetta il compito di superare completamente il sistema delle penalizzazioni riservate ai comuni non aderenti alle UTI, sostituendolo con una previsione di finanziamento delle funzioni rispettando esclusivamente il criterio di adeguatezza, a seconda che si tratti di funzioni comunali o  svolte in forma associata o di UTI.  ANCIfvg - prosegue l'Associazione - da parte sua assume l'impegno di collaborare con tutti i comuni associati per supportarli nei processi di riorganizzazione dei loro servizi.

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