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Terza corsia, i soldi non bastano: e gli utenti pagano

Per la prosecuzione dei lavori sull'autostrada sono stati chiesti ulteriori fondi, stimati attorno ai 500 milioni di euro. In arrivo pedaggi salati per gli automobilisti

“Terza corsia, quanto ci costi?”. È quello che si chiederanno i cittadini del Friuli Venezia Giulia una volta appresa la notizia sulla necessità di nuovi fondi per la realizzazione del grande progetto autostradale in regione.

Marco Ballico, su Il Piccolo di oggi, osserva come i 150 milioni di euro di finanziamento di Cassa depositi e prestiti a favore della terza corsia non bastino. Autovie venete, infatti, all’avvicinarsi della scadenza del contratto, chiede di incrementare il contributo. La cifra si aggirerebbe attorno ai 400-500 milioni con conseguente estensione delle garanzie da parte della Regione tramite Friulia.

Cosa significa? Citando l’articolo, questa nuova liquidità porterebbe “ossigeno fondamentale per garantire i lavori almeno del terzo lotto, da aggiungere ai 130 milioni previsti dal governo Letta nella legge di Stabilità, ma che non sarà sufficiente a ridurre la previsione di aumento tariffario”. 
Con quali ripercussioni? Ovviamente sugli automobilisti: le tariffe, infatti, sarebbero rincarate del 66 per cento e dell’88 per cento rispetto a oggi. Questo in base a due ipotesi da presentare al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un riequilibrio dei conti: +17,6 per cento all’anno fino al 2017 (scadenza della concessione) o +7,28 per cento fino al 2023 (con riconoscimento di una proroga fino a quella data). 

Pare, quindi, che senza il salato contributo dei cittadini i cantieri potrebbero fermarsi. Lo stato di equilibri tra Regione Fvg, Friulia, Autovie venete e Cassa depositi e prestiti non sembra trovare alternative: le parti si sono incontrate e la Regione, con Debora Serracchiani e il presidente di Friulia Del Fabbro avrebbe portato a una prima disponibilità alla finanziaria nazionale: in sostanza, arriverebbe il finanziamento senza soluzione di continuità rispetto a quello vigente e una scadenza posticipata di tre anni. Da un lato Cdp alzerebbe il suo contributo per la realizzazione della terza corsia da 150 a 400-500 milioni di euro, dall’altro la Regione dovrebbe aumentare la quota di garanzia, al momento pari a 150 milioni, infilata non senza polemiche politiche nell’assestamento di bilancio 2012, governo Tondo. 


Il resto lo abbiamo già detto: “gli utenti dovranno comunque contribuire alle opere o presto e subito (dopo il +35 per cento dell’ultimo quadriennio il +17,6 per cento al casello per ciascun anno del prossimo triennio) o in maniera più dilazionata ma comunque molto pesante (dopo il +7,17 per cento di inizio 2014, un altro +7,28 per cento ogni anno fino al 2023)”. 

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