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Tarcento si rifiuta di accogliere i profughi ucraini

La mozione che chiedeva di ospitare i rifugiati nelle case sfitte di proprietà del Comune è stata bocciata. Secondo la maggioranza: "era una richiesta strumentale per arrivare allo scontro politico". Le opposizioni parlano di "vergogna senza precedenti"

No all’ospitalità dei profughi ucraini, il caso di Tarcento sta facendo discutere tutta Italia. La giunta comunale ha bocciato senza appello due mozioni dell'opposizione nelle quali si chiedeva di ospitare i profughi ucraini negli immobili sfitti di proprietà dell’Amministrazione e di non vendere questi immobili ma di destinarli all’accoglienza.

I fatti

Le due mozioni presentate in consiglio comunale chiedevano da una parte di accogliere i rifugiati dall'Ucraina in tre “immobili sfitti" che appartengono al Comune. E si chiedeva l’impegno all'Amministrazione a mettere "gli appartamenti e le altre strutture di proprietà liberi" per ospitare le persone in fuga dalla guerra "anche in forma precaria e a breve termine". Allo stesso tempo, si invitava a non vendere questi immobili, per destinarli alle famiglie in arrivo. Ma la giunta ha respinto con forza entrambe le proposte. Affermando che gli immobili citati avrebbero bisogno di restauri costosi e di lunga durata, di fatto compromettendo l'urgenza dell'utilizzo. Una situazione che ha scatenando le ire delle opposizioni.

Opposizione

"Una vergogna senza precedenti", dichiara il consigliere Riccardo Prisciano, autore di una delle mozioni e unico eletto della lista con cui si era candidato sindaco in ottobre. "Hanno detto che i privati o le associazioni del terzo settore possono accogliere i rifugiati ucraini se vogliono ma a proprie spese. Gli appartamenti comunali sfitti andranno venduti, piuttosto che essere destinati ai profughi”. Prisciano su Facebook ha scritto poi: Mi auguro che il sindaco Mauro Steccati e la sua scellerata maggioranza ci ripensino e facciano un opportuno mea culpa aprendo le porte di quegli immobili comunali da tempo inutilizzati”.

La giunta

A rispondere alle accuse sempre tramite Facebook il consigliere di Fratelli d'Italia Andrea Premoselli pubblica anche le foto delle due mozioni.

mozione tarcento 1-2

mozione tarcento 2-2

 Il consigliere afferma che le opposizioni hanno scritto le due mozioni con il chiaro intento di provocare uno scontro politico e aggiunge: "semplicemente non abbiamo ritenuto corretto porre un generico vincolo “omnibus” di non alienazione ed uso su ogni immobile comunale così come proposto provocatoriamente delle minoranze, e questo anche perché, come spiegato molto bene dal sindaco Steccati, alcuni degli appartamenti citati, per essere utilizzati necessitano di consistenti e lunghi lavori di restauro e poi degli arredi (si parla di parecchie decine di migliaia di euro) oltre che di tempi lunghi per una loro eventuale realizzazione!" E afferma: "il sindaco e la giunta attueranno ogni possibile e concreta forma di aiuto valutando volta per volta gli interventi possibili, ovviamente in coordinamento con le strutture sovraordinate a ciò preposte e soprattutto nei limiti di un bilancio comunale che dovrà affrontare molto probabilmente nel prossimo futuro costi straordinari dovuti anche ai riflessi della guerra in atto (cosa che ogni famiglia ed azienda italiana sta già verificando di persona). Abbiamo quindi votato contro a queste mozioni per questi motivi e non per altro, non si facciano polemiche su tragedie come queste”. Per poi chiosare così: “Tarcento farà sicuramente la sua parte così come abbiamo sempre fatto di fronte ad ogni emergenza!”

Secondo Prisciano, invece, la maggioranza avrebbe già pronto un piano qualora il Comune fosse obbligato dalla Prefettura ad accogliere gli ucraini. A disposizione verrebbe messa una camerata della Protezione civile nella zona industriale di Tarcento.

La situazione in Friuli

Come ricorda La Stampa, Tarcento è medaglia d'oro al valore civile per come ha affrontato gli eventi sismici del 1976. In più si trova a soli 70 chilometri dal valico di Tarvisio, da cui transita gran parte degli ucraini che stanno entrando in Italia. Il Friuli Venezia Giulia è di fatto la regione che si trova più esposta sul fronte dell'emergenza umanitaria. Una stima parla di più di mille persone che si sono stabilite qui dal 24 febbraio. Raddoppiando di fatto i numeri della comunità ucraina.

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