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Vincenzo Tanzi

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Wi-fi alla Cavarzerani, Tanzi: «Giacomini smentito dal Prefetto»

Ancora polemiche sulla rete gratuita per ai richiedenti asilo. Il consigliere di Forza Italia attacca l'assessore all'innovazione: «Ha raccontato un mucchio di bugie»

Non si placa la polemica sul wi-fi gratuito nell’ex caserma Cavarzerani, che nelle ultime ore ha visto coinvolta l'opposizione in consiglio comunale e l'assessore all'Innovazione Gabriele Giacomini. Oggi il consigliere Vincenzo Tanzi dichiara che «l’assessore all’innovazione Giacomini ha raccontato un mucchio di bugie. A smentirlo è stato puntualmente il prefetto di Udine Vittorio Zappalorto. L’assessore nelle sue dichiarazioni ha parlato di un’iniziativa sollecitata dal prefetto, e concordata con Demanio, Polizia locale e con la stessa Prefettura».

«Non solo - prosegue Tanzi -, ha fatto riferimento a indicazioni scritte date dal prefetto sulla base all’art. 2 del decreto ministeriale del 2008. Se le cose stanno nel senso di come ha riferito il prefetto, che la Prefettura con questa assurda e inopportuna installazione di un’antenna per il wi-fi gratis nell’ex caserma, non ha nulla a che vedere, l’assessore Giacomini a questo punto ha detto solo delle falsità e non è degno di sedere sugli scranni della Giunta comunale di palazzo d’Aronco».

Secondo il consigliere di Forza Italia si tratterebbe di «un atteggiamento preoccupante e pericoloso da parte dell’assessore, un amministratore pubblico che a tutti i costi vuol far passare un messaggio di condivisione, che tale non è, oltretutto coinvolgendo persone e istituzioni che puntualmente dimostrano la loro estraneità a una simile scellerata e imbarazzante iniziativa».

«A questo punto dica le cose come stanno veramente - insiste il consigliere azzurro - . Sollecito anche la maggioranza a prendere le dovute distanze, è inammissibile un comportamento del genere da parte di un assessore comunale, spacciare in questo modo questa idea che crea solo tensioni sociali e discriminazioni».

L'invito di Tanzi è quello di bloccare immediatamente il tutto: «non spenda soldi della comunità, i profughi hanno già abbastanza confort. Dopo le parole del prefetto, pretendiamo che faccia chiarezza, vogliamo la verità su tutta la vicenda, nomi e cognomi, a partite di chi ha avuto questa brillante idea e quale ruolo sta giocando l’intera amministrazione comunale».

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