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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Taglio dei vitalizi in Fvg, "Noi oggetto di iniziative punitive ingiustificate"

Approvata ieri la proposta che prevede la decurtazione degli assegni vitalizi in godimento da parte degli ex consiglieri regionali. Il presidente dell'Associazione consiglieri regionali del Fvg, Dario Barnaba: "Sarebbe stato sufficiente prevedere un contributo di solidarietà. Vanno rispettati i principi fissati dalla Corte costituzionale"

Prorogato fino al 31 dicembre il taglio dei 190 vitalizi in scadenza a fine mese per gli ex consiglieri regionali, o per i parenti stretti titolati alla reversibilità. Il provvedimento è stato votato ieri ad ampia maggiaranza con 42 sì e due astenuti, ovvero i consiglieri di Patto per l'Autonomia. Le riduzioni saranno proporzionali agli assegni originalmente percepiti con decurtazioni che vanno da 36 a 855 euro al mese. Queste le soglie previste: tagli del 6% tra i 1500-200 euro mensili, del 15% per chi percepisce oltre 6 mila euro, del 50% per chi già percepisce vitalizi da senatore e/o deputato.

Sulla questione è intervenuto oggi con una nota il presidente dell'Associazione consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia, Dario Barnaba. «Prendo atto, a nome dei Soci della nostra Associazione - afferma Barnaba -, dell'ennesimo provvedimento con il quale si riducono, ancora una volta, gli assegni vitalizi, ma debbo ricordare che i vitalizi sono tutt'altro che un privilegio, come sostiene taluno; al contrario, essi sono il frutto di ritenute obbligatorie operate dal Consiglio regionale nei confronti dei Consiglieri, e che tali ritenute ammontavano ad aliquote variabili nel tempo dal 19% al 23%, cioè a più del doppio e fino a quasi tre volte le aliquote alle quali sono assoggettati i lavoratori dipendenti. Appare utile citare il parere espresso sulla materia dal prof. Giuseppe Tesauro, già Presidente della Corte costituzionale ed ex Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell'Unione europea: "E' opportuno altresì ribadire che il vitalizio non è un mero privilegio accordato ai parlamentari (e quindi ai consiglieri regionali), modificabile (o revocabile) in qualsiasi momento, bensì rappresenta una componente essenziale del loro trattamento economico, indispensabile a garantire che i loro uffici siano svolti in piena autonomia, e dunque, sottratti ad ogni condizionamento».

«Gli assegni vitalizi degli ex consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia, che già si connotavano tra i più contenuti d'Italia, hanno avuto nel tempo delle pesanti riduzioni, a cominciare dal 2006 (e tuttora in atto), tali da poter sostenere, senza poter essere smentiti, che la riduzione reale complessiva ammonta al 30%; nessuna categoria di cittadini è mai stata sottoposta a un simile trattamento e ciò induce a pensare che gli ex consiglieri siano stati oggetto di iniziative punitive che non meritano e che sono del tutto ingiustificate».  

«Giova ricordare che sono stati colpiti da tali misure coloro che, nel tempo, con provvedimenti politici, legislativi, amministrativi e regolamentari, senza mai rivendicare meriti o riconoscimenti particolari, hanno dato vita alla Regione, favorito lo sviluppo economico, valorizzato il patrimonio culturale, tutelato l'ambiente, realizzato la pianificazione territoriale, determinato il ruolo internazionale del Friuli
Venezia Giulia, ricostruito il Friuli dopo le catastrofi dei terremoti del 1976. Gli ex Consiglieri sono stati e sono oggetto di una vera e propria campagna denigratoria, che scivola spesso in autentica diffamazione (che li amareggia) condotta, purtroppo anche da chi in virtù delle sue responsabilità pubbliche dovrebbe astenersene, nei confronti di chi ha dedicato, con onore ed efficacia, una parte della propria vita alla politica e alle istituzioni».

«In ogni caso, se si intende perseguire il fine del risanamento della finanza pubblica, invece di colpire una e una sola categoria di pensionati, sarebbe stato e sarebbe sufficiente ed equo prevedere un "contributo di solidarietà", applicandolo all'intera platea con criteri di proporzionalità e temporaneità; i provvedimenti assunti dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia nel 2015 e prorogati ora, non possono essere denominati "contributo di solidarietà" perché il totale risultante dalle  decurtazioni operate agli ex consiglieri non è mai stato destinato ad alcun fine solidaristico ma è stato semplicemente acquisito al bilancio della Regione, contrariamente alla proposta avanzata proprio dalla nostra Associazione, che prevedeva la costituzione di un fondo da destinare, di anno in
anno, a opere sociali o a persone in difficoltà economiche». 

«Comunque, nell'operare "tagli" ai provvedimenti previdenziali, si rende necessario rispettare i principi chiaramente fissati dalla Corte costituzionale, cioè: la ragionevolezza, la proporzionalità, la temporaneità e, soprattutto, l'affidamento dei cittadini nella sicurezza giuridica. Quanto previsto dalla legge regionale n. 2 del 2015, e dalla proposta di legge ora approvata, non corrisponde ai dettami della Consulta (e in netto contrasto con tali pronunciamenti sarebbe qualsiasi ricalcolo con effetto retroattivo); un nutrito numero di ex consiglieri si è rivolto alla magistratura per ottenere il riconoscimento dei propri diritti; solo l'incredibile lentezza della giustizia italiana (sono passati più di tre anni dal primo ricorso) ha impedito di arrivare a una sentenza; siamo ancora in attesa di conoscere dalla Corte di Cassazione qual è il giudice al quale dobbiamo rivolgerci». 

«Tuttavia, poiché dal dibattito in corso tra le forze politiche, sembra emergere l'esigenza di un generale, e speriamo equilibrato, approfondimento delle delicate problematiche che riguardano i vitalizi in essere e futuri, l'Associazione dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia - conclude Barnaba - intende portare a tale approfondimento il proprio contributo di esperienze e di idee, non disgiunto, naturalmente, dalla tutela della dignità degli ex legislatori regionali». 

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