Mobilità sostenibile: 63 milioni dal 2020 al 2033 in Friuli Venezia Giulia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

«Con l’attuazione del Piano strategico nazionale della Mobilità sostenibile, quasi 4 milioni e 300 mila euro arriveranno annualmente in Friuli Venezia Giulia dal 2020 al 2033, per un totale di quasi 63 milioni in quattordici anni».

A dichiararlo, i deputati friulani del MoVimento 5 Stelle Luca Sut e Sabrina De Carlo che così commentano lo schema di decreto del MIT che, di concerto con il MISE e il MEF, dà il via libera alla fase attuativa del Piano, già adottato con il Dpcm del 18 aprile scorso: «È una rivoluzione ecologica quella che stiamo introducendo – aggiungono i portavoce M5S che osservano come “il Governo abbia già inaugurato un cambio di paradigma culturale, orientato a costruire un modello di Paese ecosostenibile che, con questo provvedimento, si dota di un sistema di trasporto pubblico che mette in circolazione veicoli a metano, a idrogeno o elettrici, finanziando anche le infrastrutture per la loro ricarica. L’obiettivo – chiosano i pentastellati Sut e De Carlo - è il miglioramento della qualità dell'aria, in attuazione degli accordi internazionali e della normativa comunitaria, vigente in materia. Il decreto – riprendono – era atteso da anni e fortemente voluto dall’ex Ministro Danilo Toninelli, in linea con il Green New Deal che stiamo sviluppando nel nostro Paese, dove la vetustà dei veicoli del trasporto pubblico è notevole, con ripercussioni inevitabili sulle emissioni prodotte. Per troppi anni - incalzano - siamo rimasti al palo in fatto di iniziative a supporto del trasporto sostenibile, settore strategico dal punto di vista ambientale ed economico. Grazie all’attuazione del Piano che finanzia Città metropolitane e Regioni e che prevede, per il nostro territorio, l’aggiunta di quasi 3 milioni di euro per il 2019 – si avviano a concludere - le città potranno finalmente investire in mezzi a basso impatto inquinante e contribuire al mantenimento della qualità dell’aria, troppo spesso fuori soglia in fatto di polveri sottili».

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