Spese pazze in Regione: sette condanne, assolto Massimo Blasoni

Assieme all'ex consigliere regionale udinese assolti anche il tarcentino Alessandro Tesini e Sandro Della Mea di Chiusaforte. Condannato il latisanese Galasso

Gaetano Valenti (ex Pdl), Piero Camber (ex Pdl), Antonio Pedicini (ex Pd), Piero Tononi (ex Pdl), Maurizio Bucci (ex Pdl), Daniele Galasso (ex Pdl) e Gianfranco Moretton (ex Pd) sono stati dichiarati colpevoli dalla Corte d'Appello di Trieste, nel pomeriggio di oggi, per il caso “Rimborsopoli”. Camber è stato condannato a undici mesi e 20 giorni, Tononi alla pena di due anni e 10 giorni e Maurizio Bucci a un anno, otto mesi e 20 giorni. Gianfranco Moretton dovrà scontare 2 anni e 6 mesi, Galasso 2 anni e 8 mesi. Per l’Assessore al Turismo del Comune di Trieste la condanna è relativa a “tutti i reati a lui ascritti in rubrica”, come anche per Antonio Pedicini. Everest Bertoli (Lega), Massimo Blasoni (ex Pdl), Sandro Della Mea (ex Pd) e Alessandro Tesini (ex Pd) sono stati assolti “perché il fatto non costituisce reato”.

La vicenda

Tutto risale al caso delle “spese pazze” o al termine “Rimborsopoli”, come era stata definita la vicenda negli anni precedenti. La sentenza di primo grado era arrivata il 18 aprile 2016 ed oggi è stata parzialmente riformata.

L’interdizione dai pubblici uffici e la condizionale

La Corte d’Appello ha dichiarato Valenti, Camber, Pedicini, Tononi, Bucci, Galasso e Moretton “interdetti dai pubblici uffici per la durata corrispondente della pena” concedendo la “sospensione condizionale della pena principale e di quella accessoria e la non menzione della condanna a Valenti, Camber, Pedicini e Bucci”.

Il futuro

La sentenza della Corte d’Appello, a cui certamente i legali dei politici condannati risponderanno con il ricorso in Cassazione, rappresenta a diversi livelli un “sisma” politico in Friuli Venezia Giulia. La condanna infatti modifica i ruoli all’interno dei partiti. Nei prossimi giorni bisognerà capire cosa succederà alla posizione di Piero Camber, già dimessosi da consigliere comunale ma a tutti gli effetti consigliere in Regione. Inevitabile che il futuro da assessore della Giunta Dipiazza di Maurizio Bucci sia in forte dubbio. 

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