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Il palazzo della Regione a Udine

Il palazzo della Regione a Udine

Firmata la "Carta di Udine", garanzia della specialità

Il documento è stato sottoscritto dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna e le Provincie autonome di Trento e Bolzano. Per Serracchiani, la riforma costituzionale rafforzerà le specialità regionali

Le Regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna e le Provincie autonome di Trento e Bolzano hanno sottoscritto venerdì 7 ottobre la Carta di Udine, un documento in cui i rappresentanti delle rispettive autonomie speciali prendono atto congiuntamente degli effetti della riforma costituzionale e dove si chiarisce che lo strumento costituzionalizzato dell'intesa fungerà da salvaguardia della specialità.

Il documento è stato firmato in apertura del convegno "Riforma Costituzionale e Autonomie speciali" nell'auditorium Comelli della Regione dalla presidente Debora Serracchiani, dai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, e per la Regione Sardegna, dall'assessore agli Affari generali e Riforma, Gianmario Demuro.

"La Carta di Udine - ha spiegato Serracchiani - è un documento importante a cui abbiamo lavorato come presidenti delle Regioni e delle Province autonome anche su sollecitazione, come nel caso del nostro Consiglio regionale, per specificare meglio gli effetti che la riforma costituzionale ha sulla specialità".

"Il risultato - ha aggiunto la presidente del Friuli Venezia Giulia - è un documento da cui si evince non solo che non applichiamo direttamente la riforma costituzionale alle Regioni a Statuto speciale, ma che la riforma costituzionale rafforza la loro specialità. Con il concetto di intesa diventiamo più forti rispetto allo Stato: questo è molto importante perché, come dicono anche molti costituzionalisti e altri presidenti di Regione a Statuto ordinario, questa riforma rafforza le speciali".

"La riforma entrerà in vigore con il prossimo mandato, il che significa - ha specificato Serracchiani - che abbiamo mesi, un anno abbondante, per poter fare tutto il lavoro attorno all'intesa non soltanto individuando il metodo ma, soprattutto, i contenuti".

"Noi puntiamo come Regioni a Statuto speciale - ha evidenziato la presidente - ad avere anche ulteriori competenze ed il Friuli Venezia Giulia alcune richieste le ha già avanzate. Questo lavoro sinergico produrrà un rafforzamento particolarmente importante per noi".

Nella Carta di Udine viene ribadito anzitutto come le Autonomie speciali siano "nel tessuto profondo della Carta Costituzionale ed intendono fornire un contributo di modernizzazione istituzionale per valorizzare un modello di regionalismo naturalmente asimmetrico e differenziato". Ma, si ricorda anche nella carta, "le Autonomie Speciali devono essere sempre considerate come parte del tutto e mai come corpo separato". 

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