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"Imbarazzante il silenzio in aula consiliare da parte di Fontanini"

La posizione dei consiglieri del Partito democratico dopo la seduta di lunedì

"Lo scorso consiglio ha sancito un dato di fatto: l'assordante e continuo silenzio di Fontanini, necessario a mascherare il grande imbarazzo di un sindaco in grande difficoltà e per nulla all'altezza di amministrare una città importante come Udine". Lo affermano i consiglieri comunali del PD di Udine Alessandro Venanzi, Cinzia Del Torre, Carlo Giacomello, Vincenzo Martines, Eleonora Meloni, Monica Paviotti, Sara Rosso e Pierenrico Scalettaris dopo una lunga seduta di Consiglio comunale convocata in forma straordinaria sui temi importanti per l'opinione pubblica, quali l'emergenza sanitaria, il caso Dormisch e le mense scolastiche. 

"Non una parola sull'emergenza sanitaria da parte del Sindaco e silenzio tombale sulla Dormisch. Avremmo voluto confrontarci sulla visione di città che vogliamo, sugli investimenti futuri, anche in prospettiva dell'imminente Recovery Plan". "Abbiamo richiesto – proseguono i consiglieri – la convocazione straordinaria per riuscire a trovare (nella sede deputata a farlo) possibili soluzioni alternative all'idea del "Supermercato Dormisch. Sul tema siamo stati concreti e propositivi: abbiamo proposto l'acquisizione dell'area da parte del Comune di concerto con la Regione, ricordando a Fontanini le sue promesse in campagna elettorale. La destinazione di quell'area non può che essere pensata per la fruizione pubblica, con servizi pensati per gli studenti del centro studi, e aree a disposizione della cittadinanza". 

"La muraglia cinese eretta dal sindaco e dai suoi sodali ha fatto trasparire il grande imbarazzo generale per non essere stati in grado di prendere posizioni chiare su temi importanti e delicati. L'opinione pubblica si è espressa chiaramente contro all'idea del supermercato e loro non sono in grado di uscire dall'empasse".  "Una volta di più la conferma dell'inadeguatezza nella guida della città, nel non saper interpretare le indicazioni e le richieste dei cittadini e di non riuscire a far valere il ruolo della città di Udine nei confronti di un'amministrazione regionale dello stesso colore politico". 

"In apertura dei lavori la maggioranza aveva depositato degli ordini del giorno necessari a dissipare screzi interni e non scadere agli occhi dell'opinione pubblica. Questo maldestro tentativo si è però scontrato con le norme regolamentari comunali e gli stessi proponenti li hanno dovuti ritirare poichè giuridicamente impresentabili. Il sindaco aveva addirittura tentato una prova di forza, chiedendo al presidente Berti di andare avanti e di accogliere gli odg. Dopo questo fallimento, si è trincerato in un triste silenzio lungo sei ore" concludono i consiglieri dem.
 

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