Serracchiani al ministro: «Sappada non può essere rinviata»

La presidente della Regione ha consegnato una lettera nelle mani del ministro Costa, invocando lo sblocco della situazione per la località montana, in modo da permetterle il passaggio al Friuli Venezia Giulia come voluto dagli abitanti

Manifestazione sappadina fuori dalla Provincia di Belluno

«Il ricongiungimento di Sappada con la comunità di cui si sente parte, quella friulana, è un momento che non deve più essere rinviato». Lo sostiene la presidente della Regione Debora Serracchiani, in una una lettera consegnata oggi al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa, durante l'incontro che ha avuto luogo nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia insieme al presidente dell'Assemblea Franco Iacop.

LA VOLONTÀ DEI SAPPADINI NON CONTA NULLA? Nella lettera Serracchiani ha espresso «amarezza» a seguito del «limbo parlamentare in cui sembra essere precipitato l'iter di ricongiugimento fra la comunità di Sappada e il resto della comunità regionale». In particolare, secondo la presidente della Regione, «il ribaltamento avvenuto» nell'aula del Senato sull'esame del provvedimento che riguarda il comune montano «lascia sgomenti anche per il metodo, al punto da farci chiedere se non fosse stato preferibile andare al voto, in modo da dare nome e volto a quanti erano pronti a dire ai sappadini che la loro volontà non conta nulla».

RISPETTARE LE REGOLE. «Se le regole valgono, siano fatte rispettare. Altrimenti - così si legge nella memoria - si dica chiaramente che vanno cambiate, ma non a partita in corso e dopo otto anni di lunga attesa: otto anni durante i quali si sarebbe potuto proficuamente svolgere anche quel ragionamento a più largo raggio oggi da varie parti invocato». Volgendosi quindi a osservazioni di carattere più generale, «il divampare di polemiche che è seguito allo stralcio in Aula non appare - ha osservato Serracchiani - un modo corretto e utile per impostare un ragionamento sul regionalismo, e in particolare sul rapporto tra ordinarie e speciali».

NO A PARAGONI CON IL TRENTINO-ALTO ADIGE. Nello specifico del tema di Sappada, la presidente della Regione ha messo in guardia su paragoni con gli interventi del Trentino e dell'Alto Adige in favore dei comuni veneti confinari, che sono «frutto di presupposti completamente diversi da quelli esistenti in Friuli Venezia Giulia: Trento e Bolzano pagano perché non vogliono accogliere altri comuni nel loro territorio, per noi la friulana Sappada è benvenuta. Per questo motivo - ne ha concluso Serracchiani - non sono accoglibili posizioni come quella di chi chiede un uguale fondo compensativo per i comuni del Bellunese da parte della nostra Regione». 

IL MINISTRO. A margine dell'incontro, il ministro Costa ha commentato il nodo Sappada. «Io auspico - ha rilevato - che ci possa essere una calendarizzazione di questo tema perché possa essere dibattuto nell'aula del Senato». Il ministro ha ricordato che «il Governo aveva fatto la sua parte, anche dando parere favorevole alla sede deliberante di questo iter in passato; poi non si era raggiunto in Commissione il quorum necessario». Costa ha comunque assicurato che «da parte nostra si segue con attenzione questo tema».

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