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Scuole, prime criticità del passaggio di funzioni

L’Uti Friuli Centrale chiede alla Provincia di coprire alcune spese in attesa dell’approvazione del bilancio. Fontanini: “La Regione scarica la responsabilità a terzi senza metterli nelle condizioni di essere operativi”

Il passaggio delle scuole superiori dalla Provincia di Udine all’Uti del Friuli Centrale presenta i primi nodi: la mancanza di copertura ai mandati di pagamento delle spese del personale del settore edilizia scolastica in transito all’Unione a partire dal 1 aprile e delle manutenzioni che interverranno da quella data in poi e che la Provincia non può deliberare. L’Uti subentrante, non avendo ancora approvato il bilancio, non è in grado di sostenere queste spese e oggi, attraverso il suo presidente Furio Honsell, ha chiesto a palazzo Belgrado la disponibilità di accollarsi questi oneri fino all’operatività del proprio documento contabile ovvero, fino alla metà del mese di maggio. Il pacchetto scuole è costituito da 130 edifici di cui 101 in proprietà e i rimanenti in affitto, per complessivi 22 mila studenti accolti da Tarvisio a Lignano.

Il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini ha confermato la collaborazione affinché la transizione non produca contraccolpi nei confronti delle scuole garantendo la copertura fino al 30 giugno, peraltro prevista dalla legge e dal proprio bilancio di previsione, delle sole spese che riguardano forniture, spese telefoniche, spese varie d’ufficio, pulizie, canoni, assicurazioni,... “Altre voci non trovano spazio nel nostro bilancio in quanto – ha chiarito Fontanini – abbiamo previsto, a esempio, per il personale, disponibilità fino al primo trimestre, ovvero fino al 31 marzo proprio perché a partire dal 1 aprile non siamo più responsabili della gestione. Giuridicamente non possiamo coprire spese assunte da altri enti”.  

“Queste criticità non si sarebbero verificate – ha commentato a margine Fontanini – se la Regione avesse accolto la nostra richiesta di proroga della competenza fino al 31 agosto.  La Regione ha disatteso il nostro invito e, ora, questo atteggiamento presenta il conto. Il territorio non è pronto ad assumersi la funzione e la riprova arriva dalle richieste dell’Uti Friuli Centrale. Ricordo, inoltre, che contro la Regione, e nello specifico contro la nomina del commissario per la stesura del piano di subentro in materia di edilizia scolastica, c’è un giudizio pendente al Tar Fvg: la sentenza è attesa per il 7 giugno. La Regione poteva prevedere, con norma, una ulteriore deroga rispettando tra l’altro la legge costituzionale n.1 del 2016 che legittima la operatività della Provincia fino al 2018, le richieste formulate da parte di diversi Sindaci di Comuni in cui hanno sede scuole superiori, di posticipare il passaggio alla fine dell’anno scolastico, ovvero il 31 agosto. Questo avrebbe permesso ai nuovi enti subentranti l’efficienza immediata, sia nella gestione dei plessi sia nella copertura finanziaria di tutti gli oneri”. “Insomma, la Regione – conclude Fontanini - scarica la responsabilità a terzi senza metterli nelle condizioni di essere operativi”.

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