Honsell e "l'algoritmo del Consiglio", chieste le dimissioni del sindaco

Manca il numero legale in assemblea, salta l'approvazione del bilancio di previsione 2017. L'opposizione chiede la testa del primo cittadino. Tanzi: "Mancanza assoluta di rispetto, chiediamo le dimissioni per incapacità a gestire il governo della nostra città"

Questione di numeri e, si sa, per un matematico sono fondamentali. Parafrasando, tirando in ballo "L'algoritmo del parcheggio", una sua pubblicazione di 10 anni fa, potremmo dire che Honsell oggi ha adottato "l'algoritmo del Consiglio".

Era stato annunciato lo scorso 9 marzo in pompa magna: oggi pomeriggio in Consiglio Comunale si sarebbero dovuti votare tre argomenti delicati e abbastanza cruciali per le sorti della città di Udine: l'approvazione del bilancio di previsione 2017, tuttora non ancora ufficiale, le tariffe della Tari (la tassa sui rifiuti) e il piano di alienazione degli immobili. Ma alle 18.00 l'inaspettato colpo di scena. Honsell e la sua maggioranza hanno ritirato le tessere uscendo dall'aula e facendo mancare il numero legale per aprire la seduta. Il motivo? Qualche assenza, la prospettiva che il gruppo di Alternativa votasse contro o si astenesse (per ragioni legate in particolar modo alle dismissioni dei beni di proprietà del Comune) e il certo voto ostile dell'opposizione, hanno fatto sì che i sostenitori fra i banchi del sindaco decidessero per questa insolita soluzione. 

"E' stata una scena surreale - ci ha spiagato Vincenzo Tanzi, Consigliere comunale Forza Italia -. Lì per lì non abbiamo nemmeno capito cosa stesse accadendo. Hanno ritirato le tessere e sono usciti dall'aula in silenzio con una mancanza di rispetto e di disprezzo totale verso chi era stato chiamato a partecipare ai lavori dell'aula." "Solo pochi minuti dopo  - continua il consigliere- ci siamo resi conto di quanto successo. Honsell, sapendo che i 4 di Alternativa (Andrea Sandra, Andrea Castiglione, Hosam Aziz e Claudio Galluzzo) avrebbero sicuramente votato contro il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliare 2017-2019, in quanto non era stato condiviso con loro, e accorgendosi della mancanza di ben tre dei loro consiglieri (Sara Rosso, assente giustificata  perchè in India, Adalberto Burelli e Mario Canciani), capendo che si sarebbe trovato senza una maggioranza a suo sostegno, ha fatto ritirare le schede dal sistema di rilevazione automatica presente nella sala del Consiglio Comunale."

"Il sindaco - ha proseguito Tanzi-, capendo di non avere per una volta i suoi amati numeri dalla sua parte, per paura anche dei franchi tiratori, ha fatto in modo che il Pd e Innovare estraessero le schede dal sistema informatico facendo quindi mancare all'appello il numero legale per l'apertura del consiglio in entrambi i due tentativi di seduta, quello delle ore 17 e quello delle 18. Un fatto grave, gravissimo, perchè a memoria non ricocordo che a Udine sia successo un fatto simile durante l'approvazione di un Bilancio. Forse qualcosa di simile era accaduto sotto l'amministrazione Barazza, ma per motivi del tutto diversi. Una vergogna - incalza Tanzi - in quanto sono loro che devono garantire la maggioranza in consiglio." 

Stupefatto per la soluzione adottata, Tanzi, senza giri di parole, chiede dunque la testa del primo cittadino: "E' saltata la seduta su un documento fondamentale per qualsiasi amministrazione, su un bilancio che era iscritto all'ordine del giorno da settimane. Non ci resta che chiedere le dimissioni del sindaco per palese incapacità a gestire il governo della nostra città”. 

Consiglio-comunale Udine-2


 

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