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Insiel: ricavi per 4,3 milioni di euro, ma per l'opposizione serve più efficienza

Illustrati dal presidente della società i risultati del Piano industriale 2014-2017 di Insiel alla I Commissione del Consiglio regionale. Piccin: "Strategia aziendale non soddisfacente"

Un risparmio effettivo per la pubblica amministrazione stimato in 17,5 milioni di euro, una crescita del 50% delle attività di progetto con ricavi per 4,3 milioni di euro e una riduzione dei costi di struttura pari a 1,5
milioni.
 Sono alcuni dei risultati del Piano industriale 2014-2017 di Insiel spa illustrati alla I Commissione del Consiglio regionale dal presidente della società Simone Puksic, alla presenza dell'assessore regionale Paolo Panontin. 

Puksic ha spiegato come inm tre anni si sia attuata una profonda trasformazione della società che da Software factory si configura oggi come Service provider e System integrator. Dal 2014 al 2017 sono stati modificati organizzazione, processi e prassi operative, avviato un ciclo di efficientamento dei costi e di turnover del personale. Negli ultimi quattro anni l'organico si è ridotto del 5% passato da 697 a 669 unità, i costi del personale sono passati da 42 a 40,3 milioni di euro. Parallelamente sono stati realizzati progetti di ampio respiro: il completamento della rete Ermes, l'attivazione del sistema Disaster recovery e l'accompagnamento tecnico alle riforme regionali del sistema sanitario e degli enti locali. Insiel - ha spiegato ancora il suo presidente - ha saputo proporsi e qualificarsi come partner ICT della Regione nel processo di digitalizzazione avviato, supportando la semplificazione dei processi e l'attuazione delle linee guida dell'Agenda Digitale. Il futuro Piano industriale 2018-2021 - è stato quindi anticipato - si configura come un documento tecnico studiato in continuità con il percorso sin qui compiuto dall'azienda, che intende consolidarne il posizionamento e incrementare la qualità - sia effettiva che percepita - dei servizi offerti.

Piccin: "Strategia aziendale di Insiel non soddisfacente"

"È evidente che la strategia portata avanti in questa legislatura da Insiel non può essere soddisfacente". Questo il commento di Mara Piccin, consigliere regionale di Forza Italia, a seguito all'audizione del presidente di Insiel. "Una società - ha spiegato la consigliera forzista - che ha 669 dipendenti per un costo annuo di 43,6 milioni, quando l'omologa società della Lombardia conta 463 dipendenti e un costo di 31,7 milioni, dovrebbe avere altri risultati rispetto alla progettazione di una app che permette di vedere gli orari di apertura delle farmacie, già consultabili da diversi anni su Google, o di chiamare il 112, per il quale basta premere tre tasti".

"Nella home page di Insiel - ha proseguito la consigliera azzurra-  troviamo i "numeri che contano": 2.600 km di cavi di fibra ottica, 26.000 caselle e-mail gestite, 1925 server virtuali e 207 Comuni in convenzione. Quando la fibra non è ancora presente in alcune zone semicentrali dei capoluoghi di Provincia, la regione utilizza Outlook della Microsoft per le mail e non tutti i Comuni della Regione sono in convenzione con Insiel. Sui servizi si registrano i diversi blackout del NUE e le difficoltà con le piattaforme web per la richiesta di contributi regionali che hanno dovuto far intervenire anche il Consiglio regionale in via legislativa per riaprire i termini di un bando, a detta dell'assessore, per le difficoltà derivanti dalla nuova modalità di richiesta online".  La consigliera pordenonese ha poi concluso: "Il passaggio di Insiel da software house a service provider e system integrator non era sicuramente una facile transizione. È evidente però che, nel 2017, nell'era delle app gratuite una nuova vision dovrà guidare la società verso una maggiore efficienza".
prima com audizione Insiel-2

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