Rifondazione Comunista: il Comune vada avanti eliminando i parcheggi

Non cessano le polemiche sull'argomento pista ciclabile di via Zanon. Questa volta, a far sentire la sua opinione, è il partito guidato in città da Carmelo Seracusa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Ospitiamo l'intervento di Carmelo Seracusa, segretario udinese di Rifondazione Comunista. Il politico non fa mistero della posizione del suo partito sull'argomento che tanto fa discutere gli udinesi in questo perido, e la esprime a chiare lettere.

E' evidente che la discussione che si è aperta sull'eliminazione dei parcheggi in via Zanon per la messa in sicurezza della pista ciclabile fa emergere una netta differenza tra centro-destra e centro-sinistra rispetto ad un questione importante come quello della viabilità, già evidenziata in sede di approvazione del Piano della mobilità urbana in Consiglio Comunale.

Argomento, è bene dirlo, che non riguarda semplicemente la gestione del traffico cittadino, ma investe direttamente temi quali la sostenibilità ambientale, la sicurezza stradale, il commercio e, più in generale, l'idea della Udine del domani.

Innanzitutto va chiarito che le scelte che sta portando avanti l'amministrazione Honsell non sono una parentesi nel Paese, ma sono in linea con quanto avviene nella maggior parte delle città italiane dove l'accesso al centro storico da parte delle auto è sempre più limitato, non solo in riferimento ai contesti di piccole dimensioni, ma anche a centri importanti, governati da forze di diverso colore politico, in cui semplicemente l'accesso dei non residenti si ferma alle arterie esterne alla città.

Da questo punto di vista, lo diciamo chiaramente, l'atteggiamento manifestato dal Consigliere Asquini ci lascia alquanto stupiti quando afferma che i comuni virtuosi sarebbero "quelli che non riducono i parcheggi e i chilometri transitabili" perché l'idea che ne consegue, spero non condivisa da tutto il centro-destra, è che un'amministrazione che scelga di ampliare, con forme e soluzioni diverse, le aree pedonali o quelle destinate alla "mobilità dolce", facendo quindi diminuire il volume di traffico e di conseguenza l'inquinamento, sarebbe sempre in errore.

Come Rifondazione Comunista pensiamo al contrario che rispetto al tema della mobilità, e quindi sull'idea della Udine che vogliamo per il domani, serva una vera e propria "rivoluzione culturale" che metta in connessione due elementi: il primo è quello di costruire una forte campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, per cambiare alcune abitudini e favorire un'idea diversa degli "spostamenti" verso un modello più sostenibile e responsabile che privilegi l'uso di mezzi alternativi alle auto; il secondo è che tale direzione deve necessariamente coincidere con la creazione di servizi che aiutino, al di là della volontà, il cittadino a operare tale scelta. Il riferimento è alla necessità di ampliare la disponibilità dei parcheggi in struttura e garantirne il collegamento con il centro storico, implementare e potenziare l'offerta del trasporto pubblico (autobus e navette elettriche), creare una rete di piste ciclabili integrate che colleghino le varie aree della città in piena sicurezza.

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