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Stato-Regione, revisionato il patto Tremonti-Tondo per 825 milioni di euro

Una bella pagina per la nostra specialità e per la nostra autonomia», ha commentato la presidente, «abbiamo esercitato fino in fondo la nostra specialità e questo mi rende particolarmente orgogliosa»

Riduzione dei tagli statali alle entrate, con un saldo netto di 350 milioni di euro; maggiori spazi finanziari per complessivi 320 milioni; riconoscimento di crediti arretrati per 155 milioni. In sostanza un'operazione complessiva che vale 825 milioni di euro. Sono questi gli elementi principali del Protocollo d'intesa sottoscritto oggi a Roma, a Palazzo Chigi, dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, dal ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, che modifica i contenuti dell'intesa sottoscritta il 29 ottobre 2010, il cosiddetto Patto Tremonti-Tondo, ridisegnando i rapporti finanziari tra Stato e Regione fino al 2017.

Alla firma del Protocollo erano presenti anche il ministro degli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il sottosegretario per gli Affari regionali e le Autonomie Gianclaudio Bressa e, per il Friuli Venezia Giulia, l'assessore alle Finanze Francesco Peroni.

Si è così chiuso in maniera positiva per il Friuli Venezia Giulia un negoziato avviato fin dall'inizio della legislatura. «Una bella pagina per la nostra Specialità e per la nostra autonomia - ha commentato Serracchiani -, usciamo rafforzati da questo confronto con il Governo. Il risultato era importante per il mio mandato, per la Giunta regionale, per tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Era indispensabile rivedere il patto Tremonti-Tondo perché gli impegni assunti allora erano troppo gravosi e anche alla luce delle condizioni della nostra economia quelle clausole andavano riviste. Abbiamo esercitato fino in fondo la nostra Specialità e questo mi rende particolarmente orgogliosa».

Di «vera e propria boccata d'ossigeno», di «riconoscimento di un maggiore equilibrio nei rapporti finanziari tra Stato e Regione, che era necessario realizzare», ha parlato Peroni. «Dopo il fallimento della riforma del federalismo fiscale, i numeri del Tremonti-Tondo erano ormai assolutamente sbilanciati in senso sfavorevole alla nostra regione», ha infatti spiegato l'assessore.

(Triesteprima.it)

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