Revelant (AR): "Inaccettabile ridurre mammografia a Gemona"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“La politica del carciofo continua senza interruzioni da 20 anni nel nosocomio gemonese anche su servizi particolarmente richiesti e necessari per i cittadini del territorio che, oltre a vedersi ridotta la possibilità di effettuare esami nella struttura, sono costretti a prendere prenotazioni in altre strutture con il dilatarsi dei tempi di attesa, o come accade sempre più spesso, a rivolgersi ai privati, con maggiori costi sempre a carico degli utenti”.
 
Ad intervenire è il vice presidente del gruppo di Autonomia Responsabile in Consiglio Regionale FVG, Roberto Revelant che ha presentato una interrogazione alla presidente Serracchiani e all’assessore competente Telesca.
 
“Considerato che il comma 3 dell’articolo 34 della legge regionale 17/2014 chiarisce che presso i presidi ospedalieri per la salute sono mantenuti, sotto la responsabilità organizzativa distrettuale, tutti i servizi ambulatoriali presenti, comprese la dialisi e la radiologia tradizionale, i fatti stanno dicendo altro, dato che la Struttura Ospedaliera di radiologia di Gemona sta contattando sia telefonicamente che per iscritto i pazienti per comunicare lo spostamento di sede dell’esame mammografico da Gemona a Tolmezzo, con i notevoli disagi che ne conseguono. Le nuove date, infatti, ritardano l’esame anche di alcuni mesi rispetto alla prenotazione iniziale, oltre a provocare notevoli disagi per chi si deve spostare su un'altra struttura”.
 
“Il mantenimento dei servizi – precisa Revelant – come previsto per legge non è rispettato ed è quindi opportuno sapere dalla Giunta se la riorganizzazione della struttura ospedaliera di Radiologia di Gemona sia programmata nell’ambito della riforma sanitaria oppure se risponda ad altre logiche. Tale situazione invece di ridurre i disagi alla popolazione si sta caratterizzando per aumentare i disservizi a danno dei pazienti ed è incredibile ciò avvenga sulla prevenzione, che a parole dovrebbe essere la priorità di qualunque politica sanitaria. Tale criticità è stata evidenziata anche dai Comitati sempre più intenzionati, e giustamente, a dare battaglia per difendere i diritto alla salute dei propri cittadini”.
 
“E’ opportuno anche conoscere dall’assessore se si intenda dare seguito al Piano Attuativo Locale dell’Azienda per i Servizi Sanitari n.3 – 'Alto Friuli' dell’anno 2013 che proponeva invece l’acquisto di un mammografo digitale per la sede di Gemona potenziando la dotazione tecnologica a disposizione, visto il gran numero di domande per effettuare questo esame. La struttura attualmente garantisce tre giorni a settimana per gli appuntamenti per lo screening mammografico, ma sembra che con i 'ridimensionamenti' gli esami saranno ridotti a due giorni a settimana con l’inutilizzo, inaccettabile, del macchinario negli altri giorni della settimana”.
 
“Inoltre – aggiunge Revelant – è opportuno evidenziare che nonostante la riapertura dell’ambulatorio dermatologico annunciato anche a mezzo stampa il 18 novembre 2014, che ha ripreso l’attività programmata nella giornata di mercoledì, dopo la sospensione di settembre per il trasferimento della Clinica universitaria a Udine, pare non siano accettate prenotazione per le visite dermatologiche ambulatoriali presso l’Ospedale di Gemona, ma solo presso l’Ospedale di Udine”.

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