Regione Fvg: manovra da 4 miliardi di euro approvata nella notte

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato dopo la mezzanotte la manovra di stabilità 2018. Serracchiani: "Legislatura dedicata alla ripresa".

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato dopo la mezzanotte la manovra di stabilità 2018 da 4 miliardi, ultima della Giunta Serracchiani. L'espressione finale ha visto consiglieri di maggioranza votare a favore e astenersi Mauro Travanut (Mdp) e Pustetto (Misto).

Contrarietà da centrodestra e Movimento 5 Stelle. La posta principale è costituita da sanità e da politiche sociali, 2,6 miliardi. Prima delle votazioni finali ha preso la parola la presidente della Regione Debora Serracchiani per alcune considerazioni di fine legislatura. Con questa finanziaria abbiamo portato a compimento parte del lavoro di un'intera legislatura: oggi abbiamo una fotografia diversa di questa regione rispetto al 2013, abbiamo i conti in ordine, abbiamo razionalizzato la spesa e aumentato la capacità di spesa, abbiamo fatto investimenti importanti in settori
strategici come le infrastrutture. 

C'è anche stata un'attività complessa - ha aggiunto - su tutte Mediocredito. Abbiamo salvato la banca, altrimenti era a rischio lo stesso bilancio regionale. L'operazione non è conclusa, ma abbiamo dato indicazioni e strumenti per portare positivamente in porto la vicenda. La presidente Serracchiani ha quindi parlato degli investimenti per lavoro, ricerca, sistema universitario, ha ricordato il grande impegno sul versante della salute e del sociale.

E' stato un lavoro collettivo - ha affermato - che mi porta a ringraziare l'intera Giunta, tutti i consiglieri, anche quelli di opposizione, che talvolta hanno anche condiviso alcune sfide; senza dimenticare dipendenti, funzionari, dirigenti, per un lavoro impegnativo che ha messo alla prova l'intera struttura. Anche se manca poco alla fine della legislatura ci sono ancora delle cose da fare, la più importante delle quali sarà l'accordo finanziario con lo Stato. Tuttavia, se di un bilancio si può parlare, si può dire che abbiamo esercitato pienamente la nostra autonomia e la nostra specialità e - ha aggiunto - siccome siamo ambiziosi, abbiamo chiesto di ottenere ancora più autonomia e ancora più specialità. 

Ma la sfida più importante - ha concluso la presidente Serracchiani - saranno le riforme istituzionali, per consentire al nostro di essere un Paese moderno, all'altezza della sua storia, pronto a raggiungere i prossimi impegnativi obiettivi che si è dato.
 

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