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Piero Mauro Zanin

Piero Mauro Zanin

Ripartenza post pandemia, Zanin: "Sarà come dopo la Seconda guerra mondiale e il terremoto"

Venerdì inizieranno i lavori del tavolo trasversale istituito dal presidente del consiglio regionale. L'obiettivo è un piano programmatico a lungo raggio, per una rinascita del Friuli Venezia Giulia

Decidere le linee guida, in maniera trasversale, per il post pandemia. Sarà un evento storico, come accaduto dopo la Seconda guerra mondiale e il terremoto del 1976. In questo caso capendo come sfruttare al meglio le risorse garantite dal recovery fund, con un piano di lungo raggio che arriva fino al 2030. E' questo l'obiettivo del tavolo di lavoro che si riunirà per la prima volta in consiglio regionale nel pomeriggio di venerdì prossimo. L'iniziativa è stata fortemente voluta dal presidente dell'Aula, Piero Mauro Zanin

Le diverse crisi

"Fatte le dovute proporzioni con i periodi successivi al secondo conflitto mondiale e al sisma che distrusse il Friuli, è corretto parlare di terza ripartenza – spiega il presidente –. Il nostro territorio conta già più di 3 mila vittime, ci sono una crisi economica e una crisi psicologica in atto, che avranno conseguenze pesanti. Siamo chiamati a utilizzare la politica in senso alto per immaginare, come successo nelle due volte precedenti, come il tessuto possa rimboccarsi le maniche e riprendersi per dare una svolta per il futuro di tutti noi". 

Tavolo trasversale

Il gruppo di lavoro è nutrito e comprende tutte le forze politiche, coinvolte in maniera congiunta. "Il tavolo – racconta Zanin – è stato istituito con una mozione del Partito democratico approvata all'unanimità. Ci saranno tutti i capigruppo dei gruppi consiliari presenti e i presidenti delle varie commissioni. A questi ultimi toccherà il compito di confrontarsi con giunta e assessorati, per raccogliere le indicazioni dei diversi mondi: sociale, produttivo, della ricerca".  

Lo scopo

"L’obiettivo è alto – riflette il presidente –. E' quello di determinare le priorità dello sviluppo dei prossimi anni. Per fare questo noi costruiremo le linee guida del percorso, Poi toccherà alla giunta, al governo, all'Unione europea. Attueranno degli interventi rispettando la nostra visione, dovranno essere coerenti con quanto da noi indicato".

L'ascensore sociale

Zanin ha ben chiaro che quanto definito dovrà permettere la ripartenza dell'ascensore sociale. "Scontiamo un inverno demografico, la popolazione soffre un costante invecchiamento – analizza –. Come riorganizziamo questa società? Dobbiamo porci questo problema. Le scelte compiute faranno ripartite l’ascensore sociale, cosa che dal 2008 in poi si è bloccata. La mia generazione ci impiegava una generazione e mezza per migliorare le condizioni dei propri padri. Ora tanti giovani rischiano di peggiorarle, si va addirittura all’indietro".

I settori

Dove intervenire, mediante i fondi a disposizione, con priorità assoluta? Zanin ha le idee chiare. "Bisogna favorire tutte le opportunità in termini di manifetturiero di alta qualità e di grande tecnologia, quello che io definisco il manifatturiero 4.0. Associato a questo va implementato il sistema di formazione che sviluppa queste competenze e vanno migliorate le infrastrutture. Non mi riferisco solo a quelle viarie, ma anche a quelle digitali. Dovremo trarre tutti i vantaggi possibili per il porto di Trieste, uno snodo fondamentale, facendo in modo che i traffici che lo coinvolgono si fermino in regione e creino ricchezza, non siano solamente di passaggio".

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